Tour Builder. Raccontare storie sulla mappa.

tourTour Builder è uno di quei tool che può sviluppare la fantasia del docente in maniera veramente creativa. Il merito sta nell’interazione tra l’idea di una presentazione per slide e quella di una esposizione itinerante su mappa. Insomma, a farla breve, Power Point che incontra Google Maps. Sto esagerando? No, forse sto semplificando, magari un po’ troppo. Non vorrei che vi faceste delle strane idee. Allora, vi porto qualche esempio.

Prof. di Lettere, vi piacerebbe tracciare l’itinerario del povero Renzo Tramaglino dal lago ai colli bergamaschi passando per Milano? Oppure portare i ragazzi in giro per Recanati, mostrando loro i luoghi leopardiani, resi famosi dai versi del poeta?

Prof. di Arte, volete organizzare (sempre virtualmente) un giro d’Europa attraverso i musei più rappresentativi? Oppure seguire le orme di Leonardo attraverso i capolavori lasciati, qua e là, tra Italia e Francia?

Prof. di Musica, la vita di Mozart a zonzo per il continente, collegando ad ogni soggiorno un brano significativo da fare ascoltare?

Prof. di Scienze, che ne dite di fare capire una volta per tutte il mazzo che si è fatto il buon Darwin saltando a destra e a manca e, luogo dopo luogo, lumeggiare le scoperte meravigliose (e meravigliose scoperte) del nostro?

Vado avanti?

Comunque, con Tour Builder si può.

La base “spaziale” dà sostegno a quella “narrativa”, tanto che il binomio consente un’applicazione trasversale del tool, infatti si possono creare elaborati “misti” dove le varie materie possono incontrarsi.

C’è di più: ammettiamo di volere coinvolgere la classe in una riedizione di un #GiroDelMondoIn80Giorni 2.0, in cui i ragazzi si inventano storie tappa dopo tappa e le integrano con immagini e filmati. Ebbene, un’attività simile con Tour Builder è possibile.

Vediamo come e cerchiamo di partire subito con le idee chiare. E serviamoci proprio de Il giro del mondo in 80 giorni, ma quello originale di Verne e proviamolo a raccontare con Tour Builder.

  1. Home page di Tour Builder ed iscrizione. Una volta raggiunta la Home page, si clicca su Sign In e ci si iscrive. È sufficiente avere un account Gmail e loggarsi da lì.
  2. Si clicca su My Tours, quindi sul pulsante rosso recante la scritta CREATE NEW TOUR e ci comparirà questa finestra: tour01Inserite il nome del vostro “tour” e “firmatevi”, quindi cliccate su “New Tour”.
  3. Ecco quel che ci comparirà tour 02 Si tratta di cominciare l’introduzione inserendo una foto (cliccando su Add a Photo) e scrivendo due righe di prologo nella casella di testo sotto il box d’inserimento della foto. Procediamo con ordine e clicchiamo prima su Add a Photo.
  4. E qui abbiamo ben quattro possibilità. tour 03
  5. Una volta scelta l’immagine e inseriamola (accogliendo pure l’opzione della didascalia), scriviamo due righe di introduzione. tour 04
  6. A questo punto, iniziamo il viaggio con la prima tappa cliccando su Add Location.
  7. Ecco cosa ci appare: tour 05Avete presente quando fate una ricerca su Google Maps? È lo stesso. Phileas Fogg vive a Londra? Precisamente al numero 7 di Saville Row a Burlington Gardens? E noi proprio da lì partiremo. tour 6
  8. Una volta appurata e precisata la località, clicchiamo su Add to Tour (prima però personalizziamo la didascalia del luogo, scrivendo quanto riteniamo più funzionale alla nostra esposizione). E oplà… viene il bello. tour 7
  9. Nello specifico… tour 7
  10. Entriamo nei particolari. Add Photos & Videos: anche qui le possibilità sono molteplici, oltre a quelle già notate nell’inserimento immagini per l’introduzione. Focalizziamoci sui dettagli. tour 8
  11. Una foto di Londra e l’incipit del romanzo. Come primo passo, non c’è male.  tour 9 Se è tutto ok, proseguiamo aggiungendo le altre tappe, cliccando un Add Location e inserendo i vari materiali.
  12. Alla fine del nostro itinerario, tutto sarà molto più chiaro.tour 10Non ci resta che cliccare su “Done Editing” e condividere il nostro lavoro cliccando su Share in base alle opzioni preferite e consentite dal tool.
  13. Se provate a sfogliare le tappe, per ogni “diapositiva” (vedete che è un po’ Power Point? 😉 ) è attivo un pulsante in alto a destra: utilissimo perché… tour11Poi, se trascinate l’omino arancione dentro alla carta, potete farvi anche un giro…

Per toccare con mano l’effetto, cliccate qui e buon viaggio.

(Riccardo Storti)

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Fare lezione con Raiscuola

frontRaiScuola non è solo l’ottimo bacino di materiali utili per la preparazione del nostro lavoro; da qualche anno la piattaforma consente anche di organizzare vere e proprie lezioni alla LIM, accedendo agli archivi Rai, ma anche utilizzando fonti esterne. Vediamo come.

  1. Registrazione: è la condizione base. Bisogna registrarsi o con un e-mail o direttamente dal vostro account Facebook.
  2. Dopo la registrazione si va nella pagina “Crea la tua lezione” e vi comparirà quanto vedete qui:

01.raiscuola

Prima di iniziare, ci si può fare un giro (Guarda tutte le lezioni) visionando lavori preparati e condivisi da altri colleghi.

3. Abbiamo cliccato su “Crea la tua lezione”? La videata si presenta non tanto dissimile da quella di Blendspace/TES. Si predilige la presentazione a mosaico. Immaginiamo allora di preparare una lezione di Storia sul Risorgimento Italiano. Andremo quindi a riempire i campi vuoti (attenzione ai due menu a scorrimento per la materia e l’ordine scolastico).

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Ecco qui!

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4. Come creare la lezione? Elaborando il nostro percorso attraverso la ricerca di risorse. E per questo dobbiamo dare un’occhiata al frame di destra. Il box vuoto, vicino alla lente, ci indica la presenza di un motore di ricerca interno; nella colonna estrema di destra, i “contenitori” delle risorse. E c’è l’imbarazzo della scelta, visto che abbiamo a disposizione materiali da: Rai, Youtube, Wikipedia, Europeana (se non la conoscete, cliccate qui), Epub Editor (dove creare libri elettronici in rete), la Digital Public Library of America (altro labirinto di documentazione in formato elettronico) e file doc caricati direttamente su RaiScuola. Inoltre, l’ultimo “tasto” apre semplicemente un box testuale da riempire liberamente (magari per inserire una nota). Una volta trovato quello che ci interessa, dobbiamo solo agganciarlo con il mouse e trascinarlo al centro dello spazio di lavoro. Facciamo qualche esempio.

5. Vogliamo partire con passo enciclopedico? Una bella definizione di Risorgimento? Cerchiamola cliccando sul simbolino a destra della Wikipedia:

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Cliccando sulla lente, abbiamo sempre un’utile anteprima.

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A questo punto, se siamo soddisfatti, passiamo il mouse in corrispondenza dell’etichetta fino a quando non compare il simbolino con le quattro frecce, premiamo e trasciniamo l’etichetta al centro dello spazio di lavoro. Ecco come comparirà il primo step.

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6. Identico procedimento per i materiali Rai:

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O un video da Youtube:

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E così potremmo proseguire con le altre risorse offerte.

7. Se vogliamo personalizzare un po’ di più, clicchiamo nell’ultimo post o sul frame di destra (guardate dove puntano le frecce)

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Si aprirà una casella di testo, dove potremmo definire meglio un dettaglio della nostra lezione, secondo le varie esigenze richieste dal contesto formativo.

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8. Appena cliccherete su SALVA, la vostra lezione sarà pronta. Il passo successivo, sarà la pubblicazione.

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Naturalmente RaiScuola si riserva di approvare il vostro lavoro e sarete informati da un email.

9. Una volta ottenuto l’ok, la lezione apparirà così sul vostro schermo:

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Volendo la potete anche “incastonare” sul vostro blog, copiando il codice HTML, di modo da fare “girare” il vostro lavoro e da renderlo fruibile anche al di fuori della piattaforma di RaiScuola.

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Il “lesson planner” di RaiScuola è facile da usare, molto intuitivo ma mostra qualche punto debole . Intanto è l’ideale per i materiali video, ma per quanto riguarda foto o immagini, non c’è la possibilità di inserirle in qualche box, sempre che non si crei il link all’interno di una finestra testuale. Inoltre i bacini di Europeana e della DPLA consentono l’accesso a testi digitalizzati, ma la maggior parte di essi sono in lingua inglese. Detto ciò, la piattaforma merita comunque di essere annoverata tra quelle ideali per chi voglia iniziare a fare del lesson planning con metodo, senza incappare in troppi ostacoli. (Riccardo Storti)