La digitalizzazione degli insegnanti

2019-09-09 18_05_29-Analfabetismo digitale in Italia. Le colpe e i rimedi _ Milena Gabanelli - CorriLeggo oggi la consueta inchiesta del lunedì, su Dataroom, a cura di Milena Gabbanelli, pubblicata dal “Corriere della Sera”: si parla di analfabetismo digitale. In classifica siamo messi molto male, tra i Paesi dell’Unione Europea: quartultimi, seguiti solo da Bulgaria, Grecia e Romania. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che siamo al palo. Il 70% usa internet, ma solo il 30% sa servirsi dei servizi di Home Banking, il 13% sa compilare un modulo digitale per la pubblica amministrazione e solo il 40% è in grado di utilizzare un software da ufficio (videoscrittura, foglio di calcolo, presentazioni, etc…).

E l’indice viene – giustamente – puntato sulla scuola che non forma. Vero che, se non ci sono investimenti. è difficile “fare sistema”, però non si può nemmeno attendere all’infinito l’epifania dei finanziamenti a pioggia che inneschino la formazione, prima sui docenti, poi sui discenti. E un po’ di formazione è stata fatta (e vi assicuro che se il corso è giusto, si imparano pure delle cose “pratiche”… ), ma il problema sta nel fatto che ognuno di noi insegnanti ha difficoltà a schiodarsi dalle proprie abitudini (che talvolta chiamiamo metodo e autonomia d’insegnamento), a mettersi in gioco, a cambiare, a provarci. È un atmosfera che percepisco almeno dal 1996 (anno in cui ho cominciato a svolgere le prime supplenze): le tecnologie c’erano già e i discorsi erano gli stessi di oggi. Comprendo anche la refrattarietà di alcune/i docenti perché so che non hanno una familiarità quotidiana (quindi sistemica) con il mezzo digitale, però – che ci piaccia o no – il mondo sta andando in quella direzione e i dati del servizio della Gabanelli parlano molto chiaro. Invero va detto che non tutti i docenti percepiscono la cosiddetta “formazione digitale” come un fastidio del quale si sarebbe fatto volentieri a meno. E, alla fine, lo Stato si approfitta un po’ (eufemismo) di quei quattro entusiasti donchisciotte che girano per il corridoio brandendo cavi ethernet da infiliare da qualche parte 😁 . I dati, però, restano questi… Prima o poi, in alto, lo capiranno? Intanto, noi AD, non perdiamoci d’animo: questo è il momento propizio per fare valere quello spirito divulgativo che ci contraddistingue (già da quando non eravamo ancora AD) (R.S.)

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Tablet in classe. Tre possibilità. Tre esempi

scuolabletOrmai il tablet è una realtà. Molti di noi docenti lo usano semplicemente come registro (elettronico, of course); i più arditi lo portano in giro per la classe (come se fossero le Tavole della Legge), mostrando ai pargoli “quella” foto o “quella” clip, così provvidenziale per aggiungere il tassello mancante alla lezione.

In verità si può fare molto di più. Eccovi allora 3 proposte che ho elaborato in Power Point in occasione del corso di formazione per Animatore Digitale.

Naturalmente i riferimenti ai testi, software e piattaforme sono strettamente connessi alla realtà in cui lavoro (l’Istituto Comprensivo di Genova Rivarolo).

  1. Geografia per la seconda media: dal libro elettronico alla verifica su Seterra, passando attraverso una presentazione di Prezi.
  2. Storia per la terza media: dal libro elettronico all’atlante storico online, poi tutti su Edmodo.
  3. In gita a Firenze con Dante (seconda media): sì, il tablet può uscire anche di classe. Siamo ancora pronti? Molti nutrono dei dubbi, però, in effetti, nel PNSD si parla anche di “mobile learning”… (prova a fermare l’acqua con le mani 🙂 ).

(Riccardo Storti)

Sicurezza e web. L’azione del Moige

media_education-250x130La sigla Moige è assai nota agli operatori del settore educativo e scolastico; si tratta infatti del Movimento Italiano Genitori. Mi preme segnalarne il portale per la ricchezza di materiali messi a disposizione, soprattutto per quanto concerne la sicurezza dei minori in rete e per le diverse iniziative messe in atto da questa Onlus.

Vi invito, in particolar modo, a scorrere l’elenco di progetti evidenziati nella sottopagina dedicata alla media education.

Segnalio al volo:

#OFF4aDAY – patrocinato dalla Polizia di Stato, vede la partecipazione anche di Samsung; non è solo un osservatorio sul fenomeno del cyberbullismo, ma anche un interessante bacino di approfondimenti.

Per un web sicuro – navigazione e altro con consigli e coinvolgimento diretto delle parti, vista l’attivazione di concorsi e giochi.

Smart Family – indicato per quei genitori che vorrebbero saperne di più sulla gestione delle nuove tecnologie.

Non cadere nella rete – Progetto sui reali pericoli del web.

Il web per amico – Una variante del progetto precedente, ma a questa pagina potete trovare diversi contributi video assai interessanti.

 

Ovviamente Moige non si occupa solo di Internet: lo spettro di azione è molto più ampio, come si legge dalle righe di presentazione alle attività. (R.S.)

La famosa “innovazione”

innoInnovazione. Più che un hashtag mentale, un mantra ripetuto all’eccesso da qualsiasi buon proposito ministeriale. In ogni occasione e in ogni settore.

Io lavoro nella scuola e da AD (Animatore Digitale) mi sento sempre un po’ assediato da questo concetto teorico che “agisce” solo quando si “fa” (e non si parla).

In questo preciso momento sto commettendo proprio lo stesso errore, se arrivo a dedicare un post del mio blog a questa parola altisonante (e catatonante). Nessuno è perfetto (per fortuna).

Ho una mia idea sulla faccenda. L’innovazione non può essere introdotta. Va cavalcata. Niente carri, se no, poi, se vinci, dovrai ospitare un bel po’ di viandanti che sono sempre pronti a chiedere un passaggio. In groppa e via, come in un rodeo.

Una volta ammansita la bestia, scendere e fare salire anche chi ti chiedeva il passaggio, per proseguire insieme il viaggio. ma sempre in groppa. [RS]

RASSEGNA STAMPA -Aprile 2016

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Strumenti

Quiz con Kahoot [StartUpItalia]

“…può essere considerato un valido strumento per accelerare l’apprendimento o è solo un’altra forma di edutainment?” (continua)

 

Il Digitale degli altri

Obiettivo Finlandia [Il Corriere della Sera]

“… è una scuola, quella finlandese, che rende completamente responsabili gli adolescenti del loro percorso scolastico” (continua)

Prof. digitali

La storia del prof. che insegna con smartphone [Il Mattino di Padova]

All’inizio ho anche provato a fare il classico prof, ma poi mi sono chiesto: è questa la scuola che vorrei? La risposta è stata no” (continua)

PNSD

Sappiamo di cosa stiamo parlando? [Blog di Claudio Giunta]

“Siamo sicuri che l’impiego delle nuove tecnologie nella didattica migliori la preparazione degli studenti? … quella che conta è la pratica, e quanto a questa non mi pare che i fans delle nuove tecnologie siano ancora riusciti a formulare proposte convincenti.” (continua)

SOCIAL

  • Facebook: 10 gruppi sulla didattica a cui (dovremmo tutti) iscriverci (Youreducaction)

 

Marzo 2016 – Rassegna Stampa

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STRUMENTI

  • Le 50 migliori APP per la didattica (in inglese da TeachThought)

DIDATTICA

  • La fatica di leggere e il piacere della lettura (da Nuovo e Utile)
  • Se a scuola il medium è la piattaforma (Il Sole 24 Ore)
  • Perché le domande sono più importanti delle risposte? (infografica in inglese da TeachTought)
  • La musica a scuola (Education 2.0)
  • Educazione al riciclo (Envi Info)
  • Perché insegnare con la musica fa bene (in inglese TeachTought)

BES

  • Alcune puntualizzazioni: cosa sono realmente i “bisogni educativi speciali”? (da “State of Mind”)

IN PRATICA…