Emergenza Coronavirus – La formazione a distanza con MEET

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La chiusura settimanale delle scuole in tutto il Nord Italia ha posto un tema urgente, la formazione a distanza. Si può, in qualche modo, ricreare la classe e farla lavorare con attività di studio, ripasso dei contenuti ed esercizi? Certo che si può. Le opportunità sono parecchie. Una di queste si chiama MEET ed è direttamente collegata a Google Suite: tale requisito è discriminatorio per chi desidera organizzare una videoconferenza, ma chi volesse partecipare (gli alunni) non esistono vincoli. In tal caso, generata la lezione, si potranno invitare gli alunni di cui abbiamo l’indirizzo e-mail o inviare loro l’indirizzo internet della lezione online (vi farò vedere tra un po’). In sostanza: l’insegnante NON iscritto a Google Suite non può utilizzare MEET per organizzare una lezione a distanza; questo non è un problema, però, per chi deve partecipare (ovvero gli alunni).

Come fruire di Meet?

Due possibilità: 1) da PC, andando al link di Meet (se dovete solo partecipare e avete l’URL, basterà cliccare su di esso e sarete direttamente trasportati in loco); 2) Su dispositivi mobili (cellulari o tablet) scaricando l’app per Android da qui e quella per IOS da qui.

Ora, stabilito che siate insegnanti il cui istituto abbia attivato la Google Suite, ecco che fare. Ovviamente vi sarete già loggati attraverso la Home di Google con il vostro indirizzo email di istituto (ad esempio i miei colleghi si loggano con nome.cognome@icrivarolo.gov.it  in quanto il dominio icrivarolo.gov.it è stato registrato all’interno della piattaforma Google).

Bene. Allora diamo un’occhiata al menu in alto a destra e troveremo l’iconcina da cliccare.

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Ecco cosa si aprirà:

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Prima di procedere, la vedete la rotellina in alto, a destra della saetta? Cliccate e controllate le vostre impostazioni hardware ovvero videocamera, microfono e uscita audio:

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Una volta conclusa la procedura, cliccate su “Partecipa ad una riunione o avviala”:

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Inserite un titolo alla vostra lezione:

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Se le vostre credenziali vi consentono di “avviare una riunione”, vi troverete di fronte a ciò:

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In alto destra, trovate ancora il menu delle impostazioni (nel caso vi fosse sfuggito qualcosa). Cliccando su “Partecipa alla riunione”, potete cominciare la procedura di invito e il settaggio delle impostazioni di erogazione dei contenuti:

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Nel box trovate tutti i sono tutti i dati utili per reperire il link; se volete invitare gli alunni, cliccate su “Aggiungi” (il secondo):

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Dal menu a finestra potete aggiungere i nominativi degli alunni (indirizzo e-mail).

Un altro modo per invitare gli alunni è quello di trasmettere loro direttamente l’indirizzo della lezione che trovate nella barra di navigazione del vostro browser.

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Ora torniamo sulla schermata di trasmissione e attenzione alle ulteriori impostazioni:

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Cliccando, potete apportare alcune migliorie non da poco come la modifica del layout, l’opzione dello schermo pieno e eventuali sottotitoli (oltre alle impostazione hardware di base).

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Ora arriviamo al dunque ovvero la presentazione. Clicchiamo su PRESENTA ORA; due le opzioni: 1) Il tuo schermo intero

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Grazie a questa soluzione, potete utilizzare il vostro PC come quando lavorate alla LIM in classe, pertanto mostrando non solo desktop ma anche quanto di utile vi sia in rete attraverso il browser di navigazione. E aggiungo: se i ragazzi sono nella Google Suite con il loro account istituzionale, potranno lavorare in condivisione su file virtuali di videoscrittura (Documenti) o di calcolo (Fogli) molto agevolmente passando da Meet a queste app di Google, restando sempre sullo stesso browser.

Inoltre, guardate qui:

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Questa è la platea ovvero la classe, che comunica a voce, ma, se vi sono problemi di connessione tali da rendere difficoltosa la trasmissione audio, c’è anche una comodissima chat.

L’altra opzione serve sono per lo stand-by, ovvero 2) Una finestra

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La si può inserire prima dell’inizio (di solito è un orologio).

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Questo è quanto: il resto è demandato alla fantasia e al senso di organizzazione di ognuno di noi.

Chiudo con qualche appunto maturato in questi primi giorni di sperimentazione:

a) La webcam viene riconosciuta dal sistema e attivata di default quindi, appena vi collegate, è come se apriste una finestra verso l’esterno dal vostro ambiente. Usare o no la webcam in ambito didattico? Diciamo che, sul piano formativo, è ininfluente; tecnicamente vi dico che la trasmissione video erode la banda, pertanto se prof. e alunni sono tutti in webcam, voi avete la cara e vecchia ADSL e, magari, poi, se volete pure mostrare un documentario da Youtube, beh… si fa presto a mandare tutto all’aria. Meglio webcam spente (ripeto: per una ragione tecnica).

b) Audio: meglio che gli alunni lo escludano e lo utilizzino solo nel momento in cui vogliano intervenire oppure nella discussione che segue la lezione. Anche in questo caso, è un consiglio tecnico: più microfoni accessi vi sono e maggiore il rumore di fondo sarà. E, sotto sotto, anche lo streaming non ne gioverebbe (anche l’audio è fonte di dati)…

Naturalmente resto a disposizione per ricevere auspicati consigli e arricchimenti da parte di chi segue questo blog. E, dove posso, sarò ben felice di aiutare colleghe e colleghi che manifestino interesse per questa nuova (ed esaltante) diavoleria.

(Riccardo Storti – AD IC Rivarolo Genova)

 

 

 

 

E poi scopri le “Raccolte” di Google Plus

google-plus-beta-testersDiciamocelo senza remore. Se chiediamo a molti dei nostri colleghi cosa sia “Google”, ci verrà risposto “un motore di ricerca” e la cosa finisce lì. Era così anche per me.

In realtà, da qualche anno, Google è diventato un sistema aggregante ed aggregatore di risorse anche eterogenee tra loro. Basta dare un’occhiata ai servizi e ce ne rendiamo conto dopo una superficiale scorsa all’elenco.

Una delle appendici social più interessanti è Google + o Google Plus che, quando nacque, voleva porsi in concorrenza con Facebook ma, in tale prospettiva, ebbe poca fortuna. Passa il tempo e Google Plus diventa altro, dando vita a community e aiutando l’utente a catalogare materiali che siano facilmente reperibili ogni qualvolta ve ne sia bisogno.

Pensiamo al prof. A quel prof. che ha l’account gmail e non sa di avere diritto ad una serie di benefit. Lui è già in Google Plus e non lo sa. O non ci pensa. E non ci pensa. Inoltre si danna a raccogliere materiali in rete per la sua lezione. Al limite può usare Blendspace oppure Padlet. Ottimi sussidi. (Quel prof. sono io… )

Poi, però, scopri che sul tuo account Google Plus c’era un settore denominato “Raccolte” e lì si è aperto un mondo.

Lo ammetto: anni e anni che sperimento diversi lesson planner, la sorpresa delle Raccolte di Google Plus sono un po’ la scoperta dell’acqua calda, però è altrettanto vero che, da quando le utilizzo con metodo e “spontaneità”, sono divenute uno strumento insostituibile, anche perché essendo sempre loggato a gmail, me le trovo già lì (ecco il sistema! E la comodità).

Entriamo nel dettaglio.

Questo è il mio profilo Google Plus.

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La videata è in inglese e quelle che lì si chiamano “Collections” sono le raccolte. Allora facciamo la login.

Appena entrati, si clicca su Profilo (frame di sinistra), quindi, a destra, su “Visualizza tutto” e vi comparirà lo spazio delle raccolte.

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  1. Clicchiamo su “Crea una raccolta” e cominciamo ad impostare titolo, colori e immagine di sfondo (anche l’occhio vuole la sua parte). Decidere anche se la raccolta debba essere pubblica o no, o limitata alla “cerchia” delle “amicizie” su Google Plus (attenzione: se la rendete “privata” ovvero “solo io”, poi non potete tornare più indietro per cambiare tale impostazione sulla privacy).

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2. Proviamo a preparare una “raccolta” di materiali per una lezione su Giacomo Leopardi.

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3. Una volta cliccato su “Crea”, compare un box sul quale possiamo inserire un’immagine di copertina e scegliere il colore dello sfondo che più ci piace (la procedura è assai intuitiva: basta cliccare sugli elementi attivi).

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4. Dopo avere cliccato su “Salva”, vi comparirà la seguente videata.

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E adesso? Semplice: cliccare sul cerchio rosso con la penna bianca e sbizzarrirsi nella “raccolta” di quanto riteniamo più opportuno per la nostra lezione. Qualche esempio.

5. Linkare un video. Andare su Youtube, copiare il link e incollarlo nell’apposito spazio dopo avere cliccato sul simbolino della catenella in basso.

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Dato l’ok e cliccato su “Pubblica Post”, vi comparirà questo.

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6.  Clicchiamo ora sul simbolo della fotografia per uploadare un’immagine e cliccando su “Carica foto” potrete scegliere la directory da cui estrarre la foto.

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La risorsa si aggiungerà alla precedente.

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7. Le altre due opzioni sono altrettanto interessanti. Cliccando su 1 potrete attivare un sondaggio con tanto di immagini; mentre cliccando su 2 potrete aggiungere la vostra posizione.

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Questo è quello che comparirà all’utente che si connetterà con la vostra raccolta.

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Naturalmente il contenitore è sempre aggiornabile con successive integrazioni; anzi: c’è di più. Le scuole dotate del GaFE, potranno utilizzare le raccolte anche per eventuali lavori di gruppo in classe. Insomma, alla fantasia non c’è limite. Smanettateci e le idee verranno da sé. (Riccardo Storti)

Google Apps For Education. Una guida

gafe2Seguendo il corso di formazione per AD, da “edmodiano” convinto, mi sono chiesto se valga la pena sfruttare un’altra idea “cloud” ovvero Google App For Education (d’ora in poi GAfE). In effetti, stando alle premesse si tratta di un ambiente molto solido, a prova di bomba e dall’architettura complessa ma resistente. Il problema, semmai, è partire; ma ci vuole del tempo e, ad anno iniziato, non è pensabile smantellare quello che c’è già per dare vita ad una simile struttura.

Non è, però, di questo che voglio disquisire, semmai condividere materiali che mi sono stati messi a disposizione dal corso e che ho tratto da animatori-liguria.it (spazio dove abbiamo affrontato on-line parte della formazione. Le lezioni del prof. Antonio Fini (Dirigente IC Arcola/Ameglia – La Spezia) sono quanto di più illuminante si possa immaginare.

Il consiglio è quello di seguire ordinatamente clip dopo clip di modo da non perdersi. La parola al prof. Fini.

Parte 1- Il cloud a scuola (Generalità)

Parte 2 – Introduzione a GAfE

Parte 3 – La console amministrativa di GAfE

Insomma, indipendentemente se siate pro o contro GAfE, qui siamo di fronte ad una guida assai esaustiva e dettagliata. Fatene buon uso 🙂 [R.S.]