PurposeGames. Il quiz facile e intuitivo (da realizzare)

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La rete è letteralmente invasa da da portali che consentono a chiunque di creare quiz di ogni tipo, pertanto non è facile orientarsi in questa giungla di proposte, talora, mirabolanti (nonché minate da scorie di ingannevole pubblicità).

Chi, come noi, fa didattica potrebbe partire dalla piattaforma anglosassone PurposeGames. Piccola (ma determinante) premessa: Purpose Games è in inglese, ma, come si è già scritto altrove, ciò non ci deve demoralizzare. Mal che vada, nel dubbio, potete usare anche questa guida 🙂

Ecco come si presente l’Home Page di Purpose Games:

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È una pagina in cui, sostanzialmente, si gioca. Il motto “Create, Play and Learn” (“Crea, gioca e impara”) ci comunica che subito che non manchi un occhio alla didattica; inoltre, se  osserviamo il frame di destra, ci accorgiamo che esiste anche una sorta di interattività con altri giocatori (Live Pulse). Un social network ludico di impostazione pure “didattica”? Sì, senza dubbio. Inoltre, la barra celestina del menu in alto ci fa comprendere che vi siano gruppi, premi (virtuali), tornei e classifiche. Ma il bello sta nella voce “Create” ed è da lì che dobbiamo partire. Naturalmente, per generare una  nostra “sala giochi”, dobbiamo attivare un’utenza. Si va su “Register Free” e si inserisce quanto richiesto.

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Una volta loggati, poniamo attenzione alla voce “Create” del menu. Basta raggiungere la scritta con il mouse e vi comparirà il seguente sottomenu:

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Ecco la tipologia dei quiz che potremo creare e che, adesso, andremo ad analizzare in base alle operazioni di making.

Text Quiz: molto semplice. Si formulano delle domande e si inseriscono le relative risposte. Il giocatore, nel momento in cui legge la domanda, dovrà cliccare sulla risposta giusta. A lui compariranno tutte le risposte a tutte le domande: si tratterà di scegliere quella esatta. Vediamo come fare.

Questa la schermata vuota:

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Inventiamoci, allora, un quiz linguistico: abbinare una parola in Inglese ad una in Italiano:

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Finito qui? Non proprio… Abbiamo controllato che lo opzioni di gioco vadano bene? No? Allora, cliccate su “Game Settings”:

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Qui un po’ di attenzione, please, poiché queste operazioni valgono anche per gli altri giochi, pertanto, una volta memorizzati i vari step, siamo a posto.

Possiamo decidere se rendere il nostro gioco “pubblico” o privato”.

Occhio a “How many chances does a player get” ovvero decidere quali siano le “possibilità di vita” nel gioco. Apriamo la finestrella:

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Possiamo scegliere che il gioco dia possibilità pari al numero delle domande (5 domande = 5 “vite”); oppure che il gioco finisca dopo o 1 o 2 o 3 risposte errate; oppure che il gioco finisca solo quando è completato (quindi valutando come malus ogni possibile risposta errata). Solitamente, nella didattica, al fine di contribuire ad una finalità formativa integrale, si sceglie l’ultima opzione.

“Scramble Questions or Answers?”: possiamo scegliere se mischiare solo il gettito delle domande o solo la proposizione delle risposte o entrambi.

Opzioni avanzate:

“Allow navigation between questions” prevede la possibilità da parte del giocatore di scegliere le domande, grazie ad un cursore di movimento con una freccia a sinistra e una a destra, poste agli estremi del box della parola.

“Hide answer percentage…” nasconde la percentuale delle risposte giuste, durante il gioco.

“Use fixed number of questions” consente di utilizzzare un numero prefissato di domande.

Una volta cliccato su “Save”, possiamo aggiungere l’immagine su “Add an image”; quindi clicchiamo su “Publish”, ci apparirà il link e il nostro quiz è online.

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Clicchiamo su Play e giochiamo:

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Alla fine, la classifica con le opzioni di condivisione (che i ragazzi amano particolarmente quando vogliono farsi belli… ):

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Image Quiz – Un quiz partendo da un’immagine. Quante idee… un mosaico di personaggi da riconoscere… una carta geografia muta da fare parlare… un abbecedario per imparare i vocaboli dalle illustrazioni…  E potremmo continuare. Però dobbiamo scegliere: una carta dell’Italia per insegnare dove siano le principali città ai nostri pupilli. E la prima videata ci spinge subito a cercare un’immagine adatta che potremmo scaricare dalla rete (creative commons, por favor…) per poi uploadarla.

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Una volta caricata sulla piattaforma, vi comparirà in basso e non dovrete fare altro che cliccare su “Use” per poterla utilizzare.

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Avete cliccato su “Use”? Oplà…

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Riempiamo i vari box…

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Per inserire le città da indovinare, cliccare sulla carta e seguire quanto richiede. Fate clic in corrispondenza – che so… – di Genova. Vi compare un box su cui inserire il nome della località.

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Inserite, date l’ok e ripetete l’operazione per le altre città, in base alle varie localizzazioni sulla carta.

Una volta che siete a buon punto e decidete di chiudere, cliccate su “Save” (ma prima controllate che tutto sia a posto sul Game Settings), quindi su “Publish”, pertanto cliccate sul link e sarete nel gioco.

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Cliccando sul simbolo del “play”, vi compariranno in alto i nomi delle località da localizzare e indovinare.

Da notare la variante “Create Image Quiz (Shape)” in cui, invece di inserire i puntini, si possono realizzare delle aree cliccabili (ideali per quiz geografici regionali).

Creating a Matching Game – ovvero attribuire nomi a categorie e sottocategorie. Osserviamo la videata:

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Si possono creare più colonne a seconda della tipologia di qui che si vuole proporre. La più semplice (due colonne) potrebbe essere basata sul collegamento tra una data ed un evento (Storia), tra uno Stato e la capitale (geografia), tra una parola in lingua italiana e una in lingua straniera (lingua), tra una breve espressione ed il suo risultato (matematica).

Tre colonne: un esempio film, attore e personaggio recitato

Quattro colonne: una frase da ordinare.

Semplifichiamoci la vita e proviamo a creare un quiz storico: “Conosci la data?”. Dopo avere riempito gli spazi vuoti, al fine di indicare titoli del quiz, genere, regole, etc., cominciamo – per ogni riga – a scrivere una data e un fatto. Ah… nel Game Settings, ricordatevi di precisare se volete l’intestazione o no per ogni colonna.

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Ecco qui. Ricordiamoci di scegliere un’immagine di sfondo… consiglio: non cliccate sulle carotine; servirebbero per rendere più difficile il gioco, ma non mi sembra il caso…

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Cliccate su Save e Publish e offrite il gioco. Ecco che vedrete cliccando su Play.  Si tratterà di cliccare prima sulla data e poi sull’evento. Se l’accoppiamento è giusto, comparirà il colore verde su entrambi i tasselli.

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Creating a “Type-the-Answer” Game –  Questo è il quiz che offre più spazio di manovra. Tutto parte da parole che dobbiamo scrive nel box a fianco del bottone answer, pertanto ci si può veramente sbizzarrire. Potremmo semplicemente fare un test su tutti i capoluoghi di regione d’Italia: chi crea il quiz inserisce tutti i nomi di città che poi verranno nascosti e il giocatore dovrà, a memoria, inserirli tutti fino alla fine (o, seconda delle regole di gioco).

Oppure si può creare un gioco con il vocabolario: definizioni e parole. Questo potrebbe essere l’esempio base, tanto per comprendere come funzione questo complesso modulo “interrogativo”. Proviamoci. Guardiamo la schermata:

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In verità, a smanettare con il Design Layout e il Game Settings si possono inserire diverse varianti che potrete scoprire strada facendo: per ora limitiamoci ad inserire le definizioni e il vocabolo.

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Appena salviamo e pubblichiamo, arriviamo qui:

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E, piano piano, il giocatore dovrà inserire le parole richieste dalle definizioni.

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Creating a “Multiple-Choice” Game – Classico qui a scelta multipla. Possiamo aggiungere eventuali immagini, opzioni e molto altro. Vediamo di creare un quiz di Storia dell’Arte.

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Inseriamo le varie domande, salviamo, pubblichiamo e poi diamo in pasto il gioco alla rete.

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Create a Slide Quiz – Al momento c’è la versione beta, purtroppo non pienamente funzionante. Si tratta di un quiz a scelta multipla, corredato da immagini. Appena sarà più stabile, provvederò a completare questo post.

Per il momento direi che di carne sul fuoco ce ne sia abbastanza… (Riccardo Storti)

 

 

 

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Prezi, oltre Powerpoint

prezi 2Mi scuso con chi legge se, nel titolo, possa avere colto una sorta di coppia oppositiva tra i due strumenti o addirittura una dicotomia manichea tra nuovo e vecchio. Non è così. Semmai il titolo mi serve per trattare, più che di un’evoluzione, di un passaggio da una forma di presentazione più statica ad una più dinamica.

Molti docenti si sono formati sui ppt di Power Point: utilissimi e risolutivi, se usati con metodo. Con Prezi la performance sale perché si passa da un’impostazione fissa ad una più movimentata. La diapositiva si trasforma in un elemento di design e tutto cambia; ma, anche lì, non bisogna farsi prendere la mano, eccedere nella spettacolarizzazione a danno della sintesi espositiva. Lo conosciamo bene il prof. vanitoso che fa lo splendido con diapo in modalità “fuochi d’artificio”.

Ora, al di là delle chiacchiere, entriamo nella piattaforma e vediamo di combinare qualcosa di concreto.

  1. Si parte da qui. Vi potete registrare all’antica o loggare attraverso l’account di Facebook o di Google (gmail, plus, etc.)prezi01
  2. Entrando in quella che sarà la vostra pagina di lavoro (“dashboard“) e restando nella versione  “Classic” (in questo post tralasciamo la versione “Next”), clicchiamo su “New presentation” e vi compariranno diversi modelli.prezi02
  3. Non è semplice, se non si arriva con un’idea chiara. Come accade per le infografiche, Prezi richiede una progettualità a monte (anche visiva) dei concetti che volete spiegare in classe. Semplificando, Prezi richiede una regia, per cui, prima, è necessario avere pensato all’immagine e poi al concetto. Provo a spiegarmi meglio: i concetti nella loro essenzialità comunicativa meritano il massimo del potenziamento attraverso una serie di slide dal preciso e calcolato impatto dinamico.  Per i primi tempi, vale la pena di affidarsi ai modelli (template) offerti dalla piattaforma ed adattarci.
  4. Ammettiamo di volere organizzare una lezione di Storia dell’Arte dedicata a Raffaello Sanzio. Quale migliore base potrebbe fornirci un ambiente simile a quello di una galleria pittorica? Allora scriviamo nel motore di ricerca interno “gallery” (usate l’inglese, please…) e ci compariranno due modelli. prezi03
  5. In effetti il secondo è quello che fa di più al nostro caso. Clicchiamolo.  Ecco il piano su cui lavoreremo. prezi04
  6.  Osserviamo con attenzione e cerchiamo di capire bene come muoverci. La differenza con Power Point salta agli occhi. Se con Power Point noi facevamo scorrere le diapositive una dopo l’altra, quasi seguendo una scansione cronologica (se non addirittura cronometrica); in Prezi le diapositive fanno parte di un unico spazio all’interno del quale la nostra presentazione si muove fisicamente (tanto che la scansione mostrata sul frame di sinistra è una vera e propria sceneggiatura dei movimenti di macchina che si concretizzeranno appena cliccheremo su Present).prezi05
  7. Incominciamo cambiando il titolo. prezi06
  8. A questo punto, clicchiamo sulla seconda diapositiva della sceneggiatura che si ingrandirà e lì cominceremo a modificare gli elementi, inserendo un ideale prologo alla lezione. prezi07
  9. Cliccando su “Main Idea” e su “Click to add text” possiamo prendere confidenza con gli strumenti delle cornici che si apriranno (niente di nuovo: provare per credere).  Cliccando su “Edit text” possiamo cominciare  a scrivere. prezi08prezi09
  10. Il risultato sarà questo: prezi10
  11. Ma ammettiamo che, per rendere più vivace la slide, vogliamo aggiungere un’immagine del pittore. Come si fa? Semplice: cliccate su “Insert” e uploadate l’immagine che vi interessa, posizionandola poi sulla slide. prezi11
  12. Ecco fatto! prezi12
  13. Avrete notato, dando un occhio a “insert”, quanti oggetti si possono inserire. Bene. Impariamo ad usarli nella trasformazione delle prossime diapositive. Passiamo alla numero 3 e incastoniamo un bel video da Youtube. Cliccate su Insert —> Youtube video e inserite l’indirizzo del filmato copiato sulla barra di navigazione di Youtube.prezi13prezi14prezi15prezi16
  14. A questo punto possiamo completare il nostro percorso, inserendo quanto più ci piace e in base alle nostre esigenze. Il segreto sta tutto nel menu Insert: prezi17
  15. Il risultato globale è questo: prezi18
  16. Se, però, ne volete saggiare l’aspetto “cinematico”, non dovete fare altro che cliccare su Present.
  17. Se adesso volete provare il movimento, andate al link della presentazione che ho fin qui esemplificato. CLICCATE QUI e poi sulla freccia di destra.

Ovviamente, a schermo intero, rende di più.

Qualche ultimo appunto generico.

a) Cliccando su “Customize” si può modificare il tema della presentazione. Meglio farlo a monte per evitare agghiaccianti sorprese.

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Cliccando poi in basso al frame di destra, in corrispondenza di “Advanced”, si può lavorare ulteriormente di fino…

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b) Nel caso si volesse aggiungere un’altra diapositiva nello spazio di movimento, è sufficiente cliccare sul frame di sinistra in prossimità del riquadro in alto con il “più” e scegliere l’elemento grafico proposto. Attenzione: inserite la nuova diapo ponendo  sempre attenzione alla scansione prevista dalla viostra sceneggiatura.

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c) “Mal di mare”: ad alcuni Prezi non piace per nulla, proprio perché non sta fermo mai. I ragazzi lo amano come le montagne russe al Luna Park. Anche qui, tutto dipende dal “manovratore”: con Prezi non abbiate fretta, fate in modo di spostarvi con calma.

d) Non sono tutte rose e fiori. Un difetto: nella cornice di testo non c’è il tasto per l’inserimento dei collegamenti ipertestuali. Un vero peccato, ma ce ne faremo una ragione.

Non vi resta ora che cimentarvi nelle vostre creazioni e dare sfogo ad una fantasia controllata dal sacro fuoco della lezione perfetta. Eh, questo Prezi è terribile: genera schiere di Don Chisciotte ex cathedra come se fosse nulla. Alla prossima! (Riccardo Storti)

 

Fare lezione con Raiscuola

frontRaiScuola non è solo l’ottimo bacino di materiali utili per la preparazione del nostro lavoro; da qualche anno la piattaforma consente anche di organizzare vere e proprie lezioni alla LIM, accedendo agli archivi Rai, ma anche utilizzando fonti esterne. Vediamo come.

  1. Registrazione: è la condizione base. Bisogna registrarsi o con un e-mail o direttamente dal vostro account Facebook.
  2. Dopo la registrazione si va nella pagina “Crea la tua lezione” e vi comparirà quanto vedete qui:

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Prima di iniziare, ci si può fare un giro (Guarda tutte le lezioni) visionando lavori preparati e condivisi da altri colleghi.

3. Abbiamo cliccato su “Crea la tua lezione”? La videata si presenta non tanto dissimile da quella di Blendspace/TES. Si predilige la presentazione a mosaico. Immaginiamo allora di preparare una lezione di Storia sul Risorgimento Italiano. Andremo quindi a riempire i campi vuoti (attenzione ai due menu a scorrimento per la materia e l’ordine scolastico).

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Ecco qui!

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4. Come creare la lezione? Elaborando il nostro percorso attraverso la ricerca di risorse. E per questo dobbiamo dare un’occhiata al frame di destra. Il box vuoto, vicino alla lente, ci indica la presenza di un motore di ricerca interno; nella colonna estrema di destra, i “contenitori” delle risorse. E c’è l’imbarazzo della scelta, visto che abbiamo a disposizione materiali da: Rai, Youtube, Wikipedia, Europeana (se non la conoscete, cliccate qui), Epub Editor (dove creare libri elettronici in rete), la Digital Public Library of America (altro labirinto di documentazione in formato elettronico) e file doc caricati direttamente su RaiScuola. Inoltre, l’ultimo “tasto” apre semplicemente un box testuale da riempire liberamente (magari per inserire una nota). Una volta trovato quello che ci interessa, dobbiamo solo agganciarlo con il mouse e trascinarlo al centro dello spazio di lavoro. Facciamo qualche esempio.

5. Vogliamo partire con passo enciclopedico? Una bella definizione di Risorgimento? Cerchiamola cliccando sul simbolino a destra della Wikipedia:

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Cliccando sulla lente, abbiamo sempre un’utile anteprima.

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A questo punto, se siamo soddisfatti, passiamo il mouse in corrispondenza dell’etichetta fino a quando non compare il simbolino con le quattro frecce, premiamo e trasciniamo l’etichetta al centro dello spazio di lavoro. Ecco come comparirà il primo step.

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6. Identico procedimento per i materiali Rai:

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O un video da Youtube:

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E così potremmo proseguire con le altre risorse offerte.

7. Se vogliamo personalizzare un po’ di più, clicchiamo nell’ultimo post o sul frame di destra (guardate dove puntano le frecce)

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Si aprirà una casella di testo, dove potremmo definire meglio un dettaglio della nostra lezione, secondo le varie esigenze richieste dal contesto formativo.

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8. Appena cliccherete su SALVA, la vostra lezione sarà pronta. Il passo successivo, sarà la pubblicazione.

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Naturalmente RaiScuola si riserva di approvare il vostro lavoro e sarete informati da un email.

9. Una volta ottenuto l’ok, la lezione apparirà così sul vostro schermo:

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Volendo la potete anche “incastonare” sul vostro blog, copiando il codice HTML, di modo da fare “girare” il vostro lavoro e da renderlo fruibile anche al di fuori della piattaforma di RaiScuola.

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Il “lesson planner” di RaiScuola è facile da usare, molto intuitivo ma mostra qualche punto debole . Intanto è l’ideale per i materiali video, ma per quanto riguarda foto o immagini, non c’è la possibilità di inserirle in qualche box, sempre che non si crei il link all’interno di una finestra testuale. Inoltre i bacini di Europeana e della DPLA consentono l’accesso a testi digitalizzati, ma la maggior parte di essi sono in lingua inglese. Detto ciò, la piattaforma merita comunque di essere annoverata tra quelle ideali per chi voglia iniziare a fare del lesson planning con metodo, senza incappare in troppi ostacoli. (Riccardo Storti)

E poi scopri le “Raccolte” di Google Plus

google-plus-beta-testersDiciamocelo senza remore. Se chiediamo a molti dei nostri colleghi cosa sia “Google”, ci verrà risposto “un motore di ricerca” e la cosa finisce lì. Era così anche per me.

In realtà, da qualche anno, Google è diventato un sistema aggregante ed aggregatore di risorse anche eterogenee tra loro. Basta dare un’occhiata ai servizi e ce ne rendiamo conto dopo una superficiale scorsa all’elenco.

Una delle appendici social più interessanti è Google + o Google Plus che, quando nacque, voleva porsi in concorrenza con Facebook ma, in tale prospettiva, ebbe poca fortuna. Passa il tempo e Google Plus diventa altro, dando vita a community e aiutando l’utente a catalogare materiali che siano facilmente reperibili ogni qualvolta ve ne sia bisogno.

Pensiamo al prof. A quel prof. che ha l’account gmail e non sa di avere diritto ad una serie di benefit. Lui è già in Google Plus e non lo sa. O non ci pensa. E non ci pensa. Inoltre si danna a raccogliere materiali in rete per la sua lezione. Al limite può usare Blendspace oppure Padlet. Ottimi sussidi. (Quel prof. sono io… )

Poi, però, scopri che sul tuo account Google Plus c’era un settore denominato “Raccolte” e lì si è aperto un mondo.

Lo ammetto: anni e anni che sperimento diversi lesson planner, la sorpresa delle Raccolte di Google Plus sono un po’ la scoperta dell’acqua calda, però è altrettanto vero che, da quando le utilizzo con metodo e “spontaneità”, sono divenute uno strumento insostituibile, anche perché essendo sempre loggato a gmail, me le trovo già lì (ecco il sistema! E la comodità).

Entriamo nel dettaglio.

Questo è il mio profilo Google Plus.

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La videata è in inglese e quelle che lì si chiamano “Collections” sono le raccolte. Allora facciamo la login.

Appena entrati, si clicca su Profilo (frame di sinistra), quindi, a destra, su “Visualizza tutto” e vi comparirà lo spazio delle raccolte.

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  1. Clicchiamo su “Crea una raccolta” e cominciamo ad impostare titolo, colori e immagine di sfondo (anche l’occhio vuole la sua parte). Decidere anche se la raccolta debba essere pubblica o no, o limitata alla “cerchia” delle “amicizie” su Google Plus (attenzione: se la rendete “privata” ovvero “solo io”, poi non potete tornare più indietro per cambiare tale impostazione sulla privacy).

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2. Proviamo a preparare una “raccolta” di materiali per una lezione su Giacomo Leopardi.

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3. Una volta cliccato su “Crea”, compare un box sul quale possiamo inserire un’immagine di copertina e scegliere il colore dello sfondo che più ci piace (la procedura è assai intuitiva: basta cliccare sugli elementi attivi).

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4. Dopo avere cliccato su “Salva”, vi comparirà la seguente videata.

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E adesso? Semplice: cliccare sul cerchio rosso con la penna bianca e sbizzarrirsi nella “raccolta” di quanto riteniamo più opportuno per la nostra lezione. Qualche esempio.

5. Linkare un video. Andare su Youtube, copiare il link e incollarlo nell’apposito spazio dopo avere cliccato sul simbolino della catenella in basso.

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Dato l’ok e cliccato su “Pubblica Post”, vi comparirà questo.

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6.  Clicchiamo ora sul simbolo della fotografia per uploadare un’immagine e cliccando su “Carica foto” potrete scegliere la directory da cui estrarre la foto.

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La risorsa si aggiungerà alla precedente.

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7. Le altre due opzioni sono altrettanto interessanti. Cliccando su 1 potrete attivare un sondaggio con tanto di immagini; mentre cliccando su 2 potrete aggiungere la vostra posizione.

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Questo è quello che comparirà all’utente che si connetterà con la vostra raccolta.

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Naturalmente il contenitore è sempre aggiornabile con successive integrazioni; anzi: c’è di più. Le scuole dotate del GaFE, potranno utilizzare le raccolte anche per eventuali lavori di gruppo in classe. Insomma, alla fantasia non c’è limite. Smanettateci e le idee verranno da sé. (Riccardo Storti)