BLOGGER – Ultimi dettagli

Blogger-LogoTorniamo al punto di partenza, ovvero il “tavolo di lavoro”. Alcuni settori li conosciamo già:

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Altri meritano, invece, qualche minima puntualizzazione:

Statistiche: ci si può divertire a seguire i flussi di contatti che i vostri post hanno generato.

2018-10-29 18_05_39-Blogger_ Blog di Scuola - Panoramica statistiche

Commenti: qui si può regolare (moderare) la pubblicazione dei commenti dei lettori (o, in un blog di classe, il feedback dei ragazzi ai post pubblicati.

Profitti: per chi volesse guadagnare con i click (ma credo che questo ci interessi proprio poco, visto che gli obiettivi sono altri…).

Impostazioni: qui ci dobbiamo soffermare parecchio perché da questa area dipendono diversi privilegi amministrativi del blog. Non a caso è suddivisa in diversi sottomenù.

Guardiamo alle “Impostazioni di base”:

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“Post, commenti e condivisione” è la centrale dei privilegi.

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Eccovi le altre parti del sottomenù:

2018-10-29 18_21_17-Blogger_ Blog di Scuola - Impostazioni email

2018-10-29 18_22_17-Blogger_ Blog di Scuola - Impostazioni lingua e formattazione

2018-10-29 18_22_46-Blogger_ Blog di Scuola - Preferenze di ricerca

2018-10-29 18_23_11-Blogger_ Blog di Scuola - Altre impostazioni

2018-10-29 18_23_34-Blogger_ Blog di Scuola - Impostazioni utente

Infine, se volete seguire degli aggiornamenti e notizie di blog dalla galassia blogger, cliccate su Elenco lettura e inserite l’indirizzo dei blog che vi interessano:

2018-10-29 18_31_47-Blog che seguo2018-10-29 18_32_19-Blog che seguo2018-10-29 18_32_46-Blogger_ Blog di Scuola - Elenco lettura

E con questo abbiamo proprio chiuso. La prossima avventura sarà un altra piattaforma di blog, quella di WordPress e, anche in quel caso, in fatto di versatilità non si scherza. Alla prossima. (Riccardo Storti)

 

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BLOGGER – Modificare il layout aggiungendo gadget

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Mamma mia! Che titolo è mai questo? Tradurre, please!

Ok, ok… allora: il “layout” è lo scheletro del nostro blog, l’intelaiatura dei vari settori dove si sviluppa la grafica e si inseriscono i post.

Nel nostro caso, il “corpo” evidenzia ciò nella parte alta:

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E questo nella parte bassa:

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Ora, se avete memorizzato bene le didascalie, sarà certamente facile orientarci nella “radiografia” del blog, quindi guardando solo allo scheletro:

Parte alta:

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Parte bassa:

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Avrete notato che in alcuni riquadri si può “Modificare”; ad esempio l’intestazione. Clicchiamo su “Modifica” e scopriamo che…

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Oltre a modificare si possono aggiungere immagini.

In altri riquadri c’è scritto “Aggiungi Gadget”. Che cosa si intende, in questo caso, per gadget? I gadget sono “dei piccoli strumenti o applicazioni che possono essere aggiunti a un sito o a un blog per ampliarne il contenuto e le funzionalità, o per pubblicare contenuti o servizi provenienti da siti di terze parti. Esistono vari tipi di gadget, come cronometri, foto, giochi o applicazioni interattive che permettono di chattare. Alcuni gadget di Blogger hanno per scopo quello di ampliare e mantenere il pubblico del tuo blog, ad esempio tenendo la lista di chi segue il blog o permettendo ai lettori di iscriversi ai contenuti del blog.” (Fonte: Wikihow)

Insomma: si apre letteralmente un mondo. Vogliamo vedere, una per una, le tipologie offerte su blogger?

2018-10-29 16_48_23-Blogger_ Blog di Scuola - Aggiungi gadget2018-10-29 16_47_42-Blogger_ Blog di Scuola - Aggiungi gadget2018-10-29 16_47_17-Blogger_ Blog di Scuola - Aggiungi gadget

Facciamo qualche esempio pratico:

Inserire il modulo della Wikipedia sul blog: prendiamo da una colonna vuota un riquadro che abbia attivo “Inserisci gadget”, sfogliamo fino a che non troviamo il gadget della Wikipedia e cliccate su “Salva”. Ed ecco che il gadget è pronto:

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Inserire elenco dei tag:  prendiamo da una colonna vuota un riquadro che abbia attivo “Inserisci gadget”, sfogliamo fino a che non troviamo il gadget “Etichette”, modfichiamo a seconda di quello che ci serve:

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Salviamo e poi guardiamo sul blog che tutto sia ok:

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Configurare un HTML/Java Script: è il gadget che dà più soddisfazione perché significa copiare un “codice” che fa funzionare qualcosa anche in altri spazi e da altri spazi. Esempio banale: che ne dite di aggiungere un orologio? Ci vuole il codice. Bisogna cercarlo. Su Google scrivete “clock html code”: troverete “Clocklink“, scegliete l’orologio che vi piace, copiate il codice html (che troverete dopo avere cliccato su GET Free Clock) e andatelo a incollare qui:

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Così:

2018-10-29 17_09_33-ClockLink.com - Free HTML5 & World Clocks

Ed ecco il vostro orologio funzionante:

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Come avrete appreso, i gadget offrono molteplici soluzioni e risposte a qualsiasi prospettiva comunicativa che voglia arricchire sensibilmente il vostro blog.

Nel prossimo post concluderemo con un accenno a quanto abbiamo lasciato fuori dal nostro “tavolo di lavoro”.

(Riccardo Storti)

 

 

 

 

BLOGGER – Scegliere e modificare un tema

Blogger-LogoAnche l’occhio vuole la sua parte. Così il nostro blog merita una vesta adeguata alle nostre mire comunicative. Le soluzioni offerte dalla piattaforma sono molteplici, pertanto noi sceglieremo un abito, ma sappiate che avete facoltà di cambiarlo ogni volta che volete.

Torniamo sul nostro tavolo di lavoro e clicchiamo su Tema.

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Sarete al cospetto di una miriade di “temi” suddivisi per categorie. C’è l’imbarazzo della scelta.

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Cliccando su ogni finestrella recante il modello di tema, vi apparirà l’anteprima. Fissiamone uno, ma, poi, non clicchiamo su “Applica al blog”, bensì su “Personalizza”.

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E qui ci sbizzarriamo; attenzione alla parte in alto del frame di sinistra:

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Temi: possiamo variarli anche da qui.

Sfondo: si può variare il range delle cromie:

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Ma anche sostituire l’immagine di sfondo o con una consigliata dalla piattaforma o con una di nostro piacimento (noi ne sceglieremo uno di pertinenza letteraria):

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Modifica le lunghezze: possiamo determinare le lunghezze e i rapporti tra tutto il blog e la sidebar di destra, muovendo i cursori.

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Layout: qui possiamo vedere lo scheletro del nostro blog e decidere se inserire ulteriori colonne o righe, in base a quanto vorremmo inserire di contorno. In parole povere, riempire la videata complessiva del blog con eventuali spazi da riempire staticamente (le famose “Pagine” del post precedente, ma anche particolari elementi di collegamento con social network, link, liste, etc.). Questo è uno spazio che va pensato prima.

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Avanzato: qui si approfondisce ancora di più, visto che i sottomenù toccano ogni particolare dell’impianto grafico. Chi ha più fantasia (e buon gusto) lo adoperi.

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Compiute le modifiche, clicco su “Applica al blog” e mi accorgo che qualcosa è cambiato.

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Non è malaccio… ma quelle due colonne vuote ai bordi del post meritano di essere riempite. Come? Entrando nello “scheletro”, ovvero il “layout” e lì scopriremo che si può veramente trasformare il nostro blog in una potente macchina comunicativa. Come? Lo scoprirete nel prossimo post. (Riccardo Storti)

 

 

 

BLOGGER – Creare pagine

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Intanto: che differenza c’è tra post e pagina? Il “post” è un po’ la pagina del diario, che può essere modificata in itinere, mentre la “pagina” è qualcosa di statico che ci serve per fissare alcuni dettagli ben preciso sull’attività del nostro blog. Come spiega benissimo il sito Scuolissima,  “solitamente si utilizzano le pagine per creare una sezione che spiega come usare e a cosa serve il blog, la politica dei commenti, la privacy, i termini di utilizzo e la dichiarazione di non responsabilità e così via”.

Scendendo nel dettaglio,

  • I post sono illimitati, le pagine sono limitate.
  • I post sono dinamici, le pagine sono statiche.
  • I post appaiono nella homepage, le pagine sono nascoste.
  • I post sono spesso condivisi sui social, le pagine no.
  • I post si possono categorizzare, le pagine non hanno le etichette.
  • I post appaiono nei feed RSS, le pagine no.
  • I post hanno come scopo quello di attirare visitatori, le pagine solo per informare o pubblicizzare.
  • Un post non può apparire come pagina iniziale, le pagine possono sostituire l’homepage.
  • La struttura dei permalink è diversa (Fonte: Scuolissima)

Ritorniamo sul nostro tavolo di lavoro e clicchiamo, allora, su “Pagine”

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Cliccando su “Crea nuova pagina” vi si aprirà una cornice di testa identica a quella del post, ma, attenzione, questo NON è un post, è una pagina. Che cosa ci scriviamo? Beh, ci possiamo presentare raccontando perché esista questo blog e bla bla bla…

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Ne possiamo aggiungere altre, a seconda delle nostre esigenze.

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A questo punto la domanda è: dove vado ad inserire queste pagine? Semplice: nell’intelaiatura statica del blog, nella sua “architettura” esterna, quella che gli informatici chiamano “layout”, la disposizione degli elementi grafici statici del tuo blog. Però, per fare questo, dobbiamo, prima di tutto lavorare sul design del blog, quindi sulla disposizione dei vari elementi di contorno che andranno a variare ed ad arricchire l’impianto grafico-comunicativo del mio blog. Ne parliamo nel prossimo post. (Riccardo Storti)

BLOGGER – Come creare il blog e scrivere post

Blogger-LogoBlogger è la piattaforma blog legata a Google, pertanto, per registrarsi e dare avvio alla creazione di un nostro spazio personale, è sufficiente avere un account di gmail e loggarsi qui.

2018-10-29 08_45_36-Blogger.com - Crea un blog accattivante e originale. È facile e gratuito.

Per comodità, utilizziamo la procedura guidata dettata dal clic su “CREA IL TUO BLOG” e, poi, una volta generata la pagina di partenza, andiamo nei dettagli per capire meglio come sia organizzata l’architettura pratica di blogger.

Inseriamo titolo e indirizzo e, per il momento, scegliamo il tema (layout) più semplice (c’è sempre tempo a cambiarlo e, dimestichezza e fantasia, vi aiuteranno a fare il resto).

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Questa è la “il tavolo di lavoro” che vedrete dopo avere cliccato su “Crea il blog”. Come noterete, sul frame di sinistra vi sono numerosi strumenti che vi aiuteranno a migliorare l’aspetto del vostro blog e a consultarne le statistiche. Ne parleremo a breve.

2018-10-29 08_57_30-Blogger_ Blog di Scuola - Tutti i post  Ma, già da adesso, come viene visto il vostro blog all’esterno? Quale è il suo aspetto – diciamolo… – provvisorio? Cliccate su “Visualizza blog” e vi si paleserà in un attimo.

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Oddio… è un po’ povero. Qui c’è bisogno di un bel restyling, ma lasciamo un attimo da parte la forma e torniamo sul nostro “tavolo di lavoro” per imparare a scrivere il nostro primo post, ovvero diamo un senso al blog comunicando.

Cliccando su “Nuovo Post”, vi si aprirà un’enorme casella di testo su cui scrivere il nostro testo.

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Osserviamo con attenzione il menu in alto: è molto simile a quello che troviamo in qualsiasi programma di videoscrittura, ma, già che siamo qui, precisiamo alcuni dettagli…

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Proviamo allora a scrivere il nostro primo post:

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Per inserire un immagine (occhio al copyright, usate immagini coperte da licenza libera ovvero Creative Commons), cliccare sul relativo simbolino e scegliere l’opzione che più ci aggrada.

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Inserita l’immagine, ecco come appare il post NON ancora pubblicato.

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Pubblichiamo? Non ancora. Occhio al frame di sinistra, perché lì ci giochiamo la visibilità del blog.

Etichette: quelli sono i famosi “tag” ovvero quelle “parole chiave” che hanno la primaria importanza di creare una sorta di indice analitico degli argomenti da voi trattati (poi vi farò vedere come mettere in evidenza sulla home page questo sommario importantissimo). Non solo: i tag consentono al post di essere metabolizzato dai motori di ricerca e, alla fine, attraverso Google, è probabile che chi volesse sapere qualcosa di Leopardi finisca sul vostro blog. Anche i tag vanno scelti con oculatezza, evitando dispersione (a differenza di altri luoghi social – come Twitter, Facebook e Instagram – i tag di blogger non richiedono hashtag).

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Pianificazione: vi consente di organizzare la pubblicazione dei vostri post scansionata nel tempo.

Permalink: lì, se volete, potete personalizzare il link del vostro post, di modo da renderlo anche più facile a livello di memorizzazione.

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Ubicazione: se volete specificare il luogo dove questo post sia stato scritto, lo potete fare (questa è un’opzione assai utilizzata nei blog curati da viaggiatori).

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Opzioni: Tra le voci, attenzione perché è presente l’opzione – assai importante – circa la possibilità di scrivere commenti o no al vostro post.

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A questo punto ci siamo. Magari diamo prima un occhio all’anteprima e, se è tutto ok, clicchiamo su “Pubblica”.

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Ecco il post:

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Prima di mettere mano all’estetica, però, dobbiamo aggiungere un passo: la creazione delle “Pagine”. Questo sarà l’argomento del prossimo post. (Riccardo Storti)

 

 

 

PurposeGames. Il quiz facile e intuitivo (da realizzare)

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La rete è letteralmente invasa da da portali che consentono a chiunque di creare quiz di ogni tipo, pertanto non è facile orientarsi in questa giungla di proposte, talora, mirabolanti (nonché minate da scorie di ingannevole pubblicità).

Chi, come noi, fa didattica potrebbe partire dalla piattaforma anglosassone PurposeGames. Piccola (ma determinante) premessa: Purpose Games è in inglese, ma, come si è già scritto altrove, ciò non ci deve demoralizzare. Mal che vada, nel dubbio, potete usare anche questa guida 🙂

Ecco come si presente l’Home Page di Purpose Games:

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È una pagina in cui, sostanzialmente, si gioca. Il motto “Create, Play and Learn” (“Crea, gioca e impara”) ci comunica che subito che non manchi un occhio alla didattica; inoltre, se  osserviamo il frame di destra, ci accorgiamo che esiste anche una sorta di interattività con altri giocatori (Live Pulse). Un social network ludico di impostazione pure “didattica”? Sì, senza dubbio. Inoltre, la barra celestina del menu in alto ci fa comprendere che vi siano gruppi, premi (virtuali), tornei e classifiche. Ma il bello sta nella voce “Create” ed è da lì che dobbiamo partire. Naturalmente, per generare una  nostra “sala giochi”, dobbiamo attivare un’utenza. Si va su “Register Free” e si inserisce quanto richiesto.

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Una volta loggati, poniamo attenzione alla voce “Create” del menu. Basta raggiungere la scritta con il mouse e vi comparirà il seguente sottomenu:

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Ecco la tipologia dei quiz che potremo creare e che, adesso, andremo ad analizzare in base alle operazioni di making.

Text Quiz: molto semplice. Si formulano delle domande e si inseriscono le relative risposte. Il giocatore, nel momento in cui legge la domanda, dovrà cliccare sulla risposta giusta. A lui compariranno tutte le risposte a tutte le domande: si tratterà di scegliere quella esatta. Vediamo come fare.

Questa la schermata vuota:

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Inventiamoci, allora, un quiz linguistico: abbinare una parola in Inglese ad una in Italiano:

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Finito qui? Non proprio… Abbiamo controllato che lo opzioni di gioco vadano bene? No? Allora, cliccate su “Game Settings”:

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Qui un po’ di attenzione, please, poiché queste operazioni valgono anche per gli altri giochi, pertanto, una volta memorizzati i vari step, siamo a posto.

Possiamo decidere se rendere il nostro gioco “pubblico” o privato”.

Occhio a “How many chances does a player get” ovvero decidere quali siano le “possibilità di vita” nel gioco. Apriamo la finestrella:

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Possiamo scegliere che il gioco dia possibilità pari al numero delle domande (5 domande = 5 “vite”); oppure che il gioco finisca dopo o 1 o 2 o 3 risposte errate; oppure che il gioco finisca solo quando è completato (quindi valutando come malus ogni possibile risposta errata). Solitamente, nella didattica, al fine di contribuire ad una finalità formativa integrale, si sceglie l’ultima opzione.

“Scramble Questions or Answers?”: possiamo scegliere se mischiare solo il gettito delle domande o solo la proposizione delle risposte o entrambi.

Opzioni avanzate:

“Allow navigation between questions” prevede la possibilità da parte del giocatore di scegliere le domande, grazie ad un cursore di movimento con una freccia a sinistra e una a destra, poste agli estremi del box della parola.

“Hide answer percentage…” nasconde la percentuale delle risposte giuste, durante il gioco.

“Use fixed number of questions” consente di utilizzzare un numero prefissato di domande.

Una volta cliccato su “Save”, possiamo aggiungere l’immagine su “Add an image”; quindi clicchiamo su “Publish”, ci apparirà il link e il nostro quiz è online.

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Clicchiamo su Play e giochiamo:

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Alla fine, la classifica con le opzioni di condivisione (che i ragazzi amano particolarmente quando vogliono farsi belli… ):

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Image Quiz – Un quiz partendo da un’immagine. Quante idee… un mosaico di personaggi da riconoscere… una carta geografia muta da fare parlare… un abbecedario per imparare i vocaboli dalle illustrazioni…  E potremmo continuare. Però dobbiamo scegliere: una carta dell’Italia per insegnare dove siano le principali città ai nostri pupilli. E la prima videata ci spinge subito a cercare un’immagine adatta che potremmo scaricare dalla rete (creative commons, por favor…) per poi uploadarla.

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Una volta caricata sulla piattaforma, vi comparirà in basso e non dovrete fare altro che cliccare su “Use” per poterla utilizzare.

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Avete cliccato su “Use”? Oplà…

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Riempiamo i vari box…

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Per inserire le città da indovinare, cliccare sulla carta e seguire quanto richiede. Fate clic in corrispondenza – che so… – di Genova. Vi compare un box su cui inserire il nome della località.

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Inserite, date l’ok e ripetete l’operazione per le altre città, in base alle varie localizzazioni sulla carta.

Una volta che siete a buon punto e decidete di chiudere, cliccate su “Save” (ma prima controllate che tutto sia a posto sul Game Settings), quindi su “Publish”, pertanto cliccate sul link e sarete nel gioco.

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Cliccando sul simbolo del “play”, vi compariranno in alto i nomi delle località da localizzare e indovinare.

Da notare la variante “Create Image Quiz (Shape)” in cui, invece di inserire i puntini, si possono realizzare delle aree cliccabili (ideali per quiz geografici regionali).

Creating a Matching Game – ovvero attribuire nomi a categorie e sottocategorie. Osserviamo la videata:

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Si possono creare più colonne a seconda della tipologia di qui che si vuole proporre. La più semplice (due colonne) potrebbe essere basata sul collegamento tra una data ed un evento (Storia), tra uno Stato e la capitale (geografia), tra una parola in lingua italiana e una in lingua straniera (lingua), tra una breve espressione ed il suo risultato (matematica).

Tre colonne: un esempio film, attore e personaggio recitato

Quattro colonne: una frase da ordinare.

Semplifichiamoci la vita e proviamo a creare un quiz storico: “Conosci la data?”. Dopo avere riempito gli spazi vuoti, al fine di indicare titoli del quiz, genere, regole, etc., cominciamo – per ogni riga – a scrivere una data e un fatto. Ah… nel Game Settings, ricordatevi di precisare se volete l’intestazione o no per ogni colonna.

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Ecco qui. Ricordiamoci di scegliere un’immagine di sfondo… consiglio: non cliccate sulle carotine; servirebbero per rendere più difficile il gioco, ma non mi sembra il caso…

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Cliccate su Save e Publish e offrite il gioco. Ecco che vedrete cliccando su Play.  Si tratterà di cliccare prima sulla data e poi sull’evento. Se l’accoppiamento è giusto, comparirà il colore verde su entrambi i tasselli.

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Creating a “Type-the-Answer” Game –  Questo è il quiz che offre più spazio di manovra. Tutto parte da parole che dobbiamo scrive nel box a fianco del bottone answer, pertanto ci si può veramente sbizzarrire. Potremmo semplicemente fare un test su tutti i capoluoghi di regione d’Italia: chi crea il quiz inserisce tutti i nomi di città che poi verranno nascosti e il giocatore dovrà, a memoria, inserirli tutti fino alla fine (o, seconda delle regole di gioco).

Oppure si può creare un gioco con il vocabolario: definizioni e parole. Questo potrebbe essere l’esempio base, tanto per comprendere come funzione questo complesso modulo “interrogativo”. Proviamoci. Guardiamo la schermata:

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In verità, a smanettare con il Design Layout e il Game Settings si possono inserire diverse varianti che potrete scoprire strada facendo: per ora limitiamoci ad inserire le definizioni e il vocabolo.

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Appena salviamo e pubblichiamo, arriviamo qui:

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E, piano piano, il giocatore dovrà inserire le parole richieste dalle definizioni.

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Creating a “Multiple-Choice” Game – Classico qui a scelta multipla. Possiamo aggiungere eventuali immagini, opzioni e molto altro. Vediamo di creare un quiz di Storia dell’Arte.

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Inseriamo le varie domande, salviamo, pubblichiamo e poi diamo in pasto il gioco alla rete.

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Create a Slide Quiz – Al momento c’è la versione beta, purtroppo non pienamente funzionante. Si tratta di un quiz a scelta multipla, corredato da immagini. Appena sarà più stabile, provvederò a completare questo post.

Per il momento direi che di carne sul fuoco ce ne sia abbastanza… (Riccardo Storti)

 

 

 

Infogram. Concetti che si vedono.

infogrammaInfografiche. Dopo avere consultato un bel po’ di letteratura in rete (consiglio in particolare l’illuminante intervento di Andrea Patassini), ho voluto provarci. Va subito precisato che, navigando qua e là, in quanto a tool, c’è veramente l’imbarazzo della scelta (qui ve ne sono un po’), ma, spesso, si tratta, ahinoi, di strumenti, sì, assai performanti, ma “limitati” nelle funzioni, se non si sblocca l’upgrade (a pagamento). D’altra parte ognuno porta a casa la pagnotta come può ed è anche giusto offrire sostegno ad un servizio, se è valido e all’altezza delle nostre esigenze.

Dal novero scelgo Infogram. In realtà Infogram è qualcosa di più di un classico infographic builder, visto che consente di creare anche altri prodotti; ad ogni modo, fermiamoci al primo stadio e vediamo come realizzare un’infografica con questo tool dall’aspetto molto intuitivo.

  1. Iscrizione. Facile come bere un bicchiere d’acqua, se avete già una login a Google Plus o a Facebook.info00
  2. Ci si aprirà questa finestra e, per ora, scegliamo “Infographic”infogram01
  3. Ci comparirà un template di base modificabile. infogram02
  4. Modificabile, sì… ma come? Allora: occhio ai due frame, quello di sinistra e quello di destra. Partiamo da destra e ci comparirà la pagina (ovvero l’infografica singola: ne possiamo aggiungere altre), invece su Setting, possiamo definire alcuni parametri generali sul layout di lavoro (dimensioni, colori di sfondo, etc.). infogram03set
  5. Possiamo cambiare il colore dello sfondo e, cliccando sul testo, si attiverà la cornice e, sulla destra, compariranno tutti i parametri da modificare a nostro piacimento (trasparenza, corpo, larghezza e altezza del testo, etc.).infogram03sCRI
  6. Ora attenzione al frame di sinistra, perché proprio da qui possiamo scegliere e aggiungere vari elementi grafici. Ad esempio grafici.info05gra
  7. Mappe geografiche (solo due, per le altre è necessario fare l’upgrade).info05map
  8. Cornici di testo personalizzate e personalizzabili.info06car
  9. Immagini (molte richiedono l’upgrade, ma, al limite potete uploadarle dal vostro PC, ma non più di 10… 😦 ). info07ima
  10. Forme. info08for
  11. Video da diverse piattaforme.info09vid
  12. Materiali da Cloud.info10int
  13. Fin qui le basi. Il resto è in mano alla vostra creatività e lungimiranza creativa. Il risultato finale potrebbe essere questo. Potete vedere l’infografica per esteso cliccando quiinfo11int
  14. Per chi fa l’upgrade, c’è la possibilità di scaricare in vari formati il vostro lavoro. info12dow
  15. In caso contrario, vi dovrete accontentare di un semplice “share”, quindi condividendo il link online dell’infografica (come ho fatto io poco fa). Ecco come comparirà il vostro banco di lavoro. info13Infogram è un ottimo tool già partendo dal pacchetto base gratuito… certo con l’upgrade tutto cambia. Peccato che i costi non siano proprio così economici…  (Riccardo Storti)

Tour Builder. Raccontare storie sulla mappa.

tourTour Builder è uno di quei tool che può sviluppare la fantasia del docente in maniera veramente creativa. Il merito sta nell’interazione tra l’idea di una presentazione per slide e quella di una esposizione itinerante su mappa. Insomma, a farla breve, Power Point che incontra Google Maps. Sto esagerando? No, forse sto semplificando, magari un po’ troppo. Non vorrei che vi faceste delle strane idee. Allora, vi porto qualche esempio.

Prof. di Lettere, vi piacerebbe tracciare l’itinerario del povero Renzo Tramaglino dal lago ai colli bergamaschi passando per Milano? Oppure portare i ragazzi in giro per Recanati, mostrando loro i luoghi leopardiani, resi famosi dai versi del poeta?

Prof. di Arte, volete organizzare (sempre virtualmente) un giro d’Europa attraverso i musei più rappresentativi? Oppure seguire le orme di Leonardo attraverso i capolavori lasciati, qua e là, tra Italia e Francia?

Prof. di Musica, la vita di Mozart a zonzo per il continente, collegando ad ogni soggiorno un brano significativo da fare ascoltare?

Prof. di Scienze, che ne dite di fare capire una volta per tutte il mazzo che si è fatto il buon Darwin saltando a destra e a manca e, luogo dopo luogo, lumeggiare le scoperte meravigliose (e meravigliose scoperte) del nostro?

Vado avanti?

Comunque, con Tour Builder si può.

La base “spaziale” dà sostegno a quella “narrativa”, tanto che il binomio consente un’applicazione trasversale del tool, infatti si possono creare elaborati “misti” dove le varie materie possono incontrarsi.

C’è di più: ammettiamo di volere coinvolgere la classe in una riedizione di un #GiroDelMondoIn80Giorni 2.0, in cui i ragazzi si inventano storie tappa dopo tappa e le integrano con immagini e filmati. Ebbene, un’attività simile con Tour Builder è possibile.

Vediamo come e cerchiamo di partire subito con le idee chiare. E serviamoci proprio de Il giro del mondo in 80 giorni, ma quello originale di Verne e proviamolo a raccontare con Tour Builder.

  1. Home page di Tour Builder ed iscrizione. Una volta raggiunta la Home page, si clicca su Sign In e ci si iscrive. È sufficiente avere un account Gmail e loggarsi da lì.
  2. Si clicca su My Tours, quindi sul pulsante rosso recante la scritta CREATE NEW TOUR e ci comparirà questa finestra: tour01Inserite il nome del vostro “tour” e “firmatevi”, quindi cliccate su “New Tour”.
  3. Ecco quel che ci comparirà tour 02 Si tratta di cominciare l’introduzione inserendo una foto (cliccando su Add a Photo) e scrivendo due righe di prologo nella casella di testo sotto il box d’inserimento della foto. Procediamo con ordine e clicchiamo prima su Add a Photo.
  4. E qui abbiamo ben quattro possibilità. tour 03
  5. Una volta scelta l’immagine e inseriamola (accogliendo pure l’opzione della didascalia), scriviamo due righe di introduzione. tour 04
  6. A questo punto, iniziamo il viaggio con la prima tappa cliccando su Add Location.
  7. Ecco cosa ci appare: tour 05Avete presente quando fate una ricerca su Google Maps? È lo stesso. Phileas Fogg vive a Londra? Precisamente al numero 7 di Saville Row a Burlington Gardens? E noi proprio da lì partiremo. tour 6
  8. Una volta appurata e precisata la località, clicchiamo su Add to Tour (prima però personalizziamo la didascalia del luogo, scrivendo quanto riteniamo più funzionale alla nostra esposizione). E oplà… viene il bello. tour 7
  9. Nello specifico… tour 7
  10. Entriamo nei particolari. Add Photos & Videos: anche qui le possibilità sono molteplici, oltre a quelle già notate nell’inserimento immagini per l’introduzione. Focalizziamoci sui dettagli. tour 8
  11. Una foto di Londra e l’incipit del romanzo. Come primo passo, non c’è male.  tour 9 Se è tutto ok, proseguiamo aggiungendo le altre tappe, cliccando un Add Location e inserendo i vari materiali.
  12. Alla fine del nostro itinerario, tutto sarà molto più chiaro.tour 10Non ci resta che cliccare su “Done Editing” e condividere il nostro lavoro cliccando su Share in base alle opzioni preferite e consentite dal tool.
  13. Se provate a sfogliare le tappe, per ogni “diapositiva” (vedete che è un po’ Power Point? 😉 ) è attivo un pulsante in alto a destra: utilissimo perché… tour11Poi, se trascinate l’omino arancione dentro alla carta, potete farvi anche un giro…

Per toccare con mano l’effetto, cliccate qui e buon viaggio.

(Riccardo Storti)

Prezi, oltre Powerpoint

prezi 2Mi scuso con chi legge se, nel titolo, possa avere colto una sorta di coppia oppositiva tra i due strumenti o addirittura una dicotomia manichea tra nuovo e vecchio. Non è così. Semmai il titolo mi serve per trattare, più che di un’evoluzione, di un passaggio da una forma di presentazione più statica ad una più dinamica.

Molti docenti si sono formati sui ppt di Power Point: utilissimi e risolutivi, se usati con metodo. Con Prezi la performance sale perché si passa da un’impostazione fissa ad una più movimentata. La diapositiva si trasforma in un elemento di design e tutto cambia; ma, anche lì, non bisogna farsi prendere la mano, eccedere nella spettacolarizzazione a danno della sintesi espositiva. Lo conosciamo bene il prof. vanitoso che fa lo splendido con diapo in modalità “fuochi d’artificio”.

Ora, al di là delle chiacchiere, entriamo nella piattaforma e vediamo di combinare qualcosa di concreto.

  1. Si parte da qui. Vi potete registrare all’antica o loggare attraverso l’account di Facebook o di Google (gmail, plus, etc.)prezi01
  2. Entrando in quella che sarà la vostra pagina di lavoro (“dashboard“) e restando nella versione  “Classic” (in questo post tralasciamo la versione “Next”), clicchiamo su “New presentation” e vi compariranno diversi modelli.prezi02
  3. Non è semplice, se non si arriva con un’idea chiara. Come accade per le infografiche, Prezi richiede una progettualità a monte (anche visiva) dei concetti che volete spiegare in classe. Semplificando, Prezi richiede una regia, per cui, prima, è necessario avere pensato all’immagine e poi al concetto. Provo a spiegarmi meglio: i concetti nella loro essenzialità comunicativa meritano il massimo del potenziamento attraverso una serie di slide dal preciso e calcolato impatto dinamico.  Per i primi tempi, vale la pena di affidarsi ai modelli (template) offerti dalla piattaforma ed adattarci.
  4. Ammettiamo di volere organizzare una lezione di Storia dell’Arte dedicata a Raffaello Sanzio. Quale migliore base potrebbe fornirci un ambiente simile a quello di una galleria pittorica? Allora scriviamo nel motore di ricerca interno “gallery” (usate l’inglese, please…) e ci compariranno due modelli. prezi03
  5. In effetti il secondo è quello che fa di più al nostro caso. Clicchiamolo.  Ecco il piano su cui lavoreremo. prezi04
  6.  Osserviamo con attenzione e cerchiamo di capire bene come muoverci. La differenza con Power Point salta agli occhi. Se con Power Point noi facevamo scorrere le diapositive una dopo l’altra, quasi seguendo una scansione cronologica (se non addirittura cronometrica); in Prezi le diapositive fanno parte di un unico spazio all’interno del quale la nostra presentazione si muove fisicamente (tanto che la scansione mostrata sul frame di sinistra è una vera e propria sceneggiatura dei movimenti di macchina che si concretizzeranno appena cliccheremo su Present).prezi05
  7. Incominciamo cambiando il titolo. prezi06
  8. A questo punto, clicchiamo sulla seconda diapositiva della sceneggiatura che si ingrandirà e lì cominceremo a modificare gli elementi, inserendo un ideale prologo alla lezione. prezi07
  9. Cliccando su “Main Idea” e su “Click to add text” possiamo prendere confidenza con gli strumenti delle cornici che si apriranno (niente di nuovo: provare per credere).  Cliccando su “Edit text” possiamo cominciare  a scrivere. prezi08prezi09
  10. Il risultato sarà questo: prezi10
  11. Ma ammettiamo che, per rendere più vivace la slide, vogliamo aggiungere un’immagine del pittore. Come si fa? Semplice: cliccate su “Insert” e uploadate l’immagine che vi interessa, posizionandola poi sulla slide. prezi11
  12. Ecco fatto! prezi12
  13. Avrete notato, dando un occhio a “insert”, quanti oggetti si possono inserire. Bene. Impariamo ad usarli nella trasformazione delle prossime diapositive. Passiamo alla numero 3 e incastoniamo un bel video da Youtube. Cliccate su Insert —> Youtube video e inserite l’indirizzo del filmato copiato sulla barra di navigazione di Youtube.prezi13prezi14prezi15prezi16
  14. A questo punto possiamo completare il nostro percorso, inserendo quanto più ci piace e in base alle nostre esigenze. Il segreto sta tutto nel menu Insert: prezi17
  15. Il risultato globale è questo: prezi18
  16. Se, però, ne volete saggiare l’aspetto “cinematico”, non dovete fare altro che cliccare su Present.
  17. Se adesso volete provare il movimento, andate al link della presentazione che ho fin qui esemplificato. CLICCATE QUI e poi sulla freccia di destra.

Ovviamente, a schermo intero, rende di più.

Qualche ultimo appunto generico.

a) Cliccando su “Customize” si può modificare il tema della presentazione. Meglio farlo a monte per evitare agghiaccianti sorprese.

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Cliccando poi in basso al frame di destra, in corrispondenza di “Advanced”, si può lavorare ulteriormente di fino…

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b) Nel caso si volesse aggiungere un’altra diapositiva nello spazio di movimento, è sufficiente cliccare sul frame di sinistra in prossimità del riquadro in alto con il “più” e scegliere l’elemento grafico proposto. Attenzione: inserite la nuova diapo ponendo  sempre attenzione alla scansione prevista dalla viostra sceneggiatura.

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c) “Mal di mare”: ad alcuni Prezi non piace per nulla, proprio perché non sta fermo mai. I ragazzi lo amano come le montagne russe al Luna Park. Anche qui, tutto dipende dal “manovratore”: con Prezi non abbiate fretta, fate in modo di spostarvi con calma.

d) Non sono tutte rose e fiori. Un difetto: nella cornice di testo non c’è il tasto per l’inserimento dei collegamenti ipertestuali. Un vero peccato, ma ce ne faremo una ragione.

Non vi resta ora che cimentarvi nelle vostre creazioni e dare sfogo ad una fantasia controllata dal sacro fuoco della lezione perfetta. Eh, questo Prezi è terribile: genera schiere di Don Chisciotte ex cathedra come se fosse nulla. Alla prossima! (Riccardo Storti)

 

Fare lezione con Raiscuola

frontRaiScuola non è solo l’ottimo bacino di materiali utili per la preparazione del nostro lavoro; da qualche anno la piattaforma consente anche di organizzare vere e proprie lezioni alla LIM, accedendo agli archivi Rai, ma anche utilizzando fonti esterne. Vediamo come.

  1. Registrazione: è la condizione base. Bisogna registrarsi o con un e-mail o direttamente dal vostro account Facebook.
  2. Dopo la registrazione si va nella pagina “Crea la tua lezione” e vi comparirà quanto vedete qui:

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Prima di iniziare, ci si può fare un giro (Guarda tutte le lezioni) visionando lavori preparati e condivisi da altri colleghi.

3. Abbiamo cliccato su “Crea la tua lezione”? La videata si presenta non tanto dissimile da quella di Blendspace/TES. Si predilige la presentazione a mosaico. Immaginiamo allora di preparare una lezione di Storia sul Risorgimento Italiano. Andremo quindi a riempire i campi vuoti (attenzione ai due menu a scorrimento per la materia e l’ordine scolastico).

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Ecco qui!

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4. Come creare la lezione? Elaborando il nostro percorso attraverso la ricerca di risorse. E per questo dobbiamo dare un’occhiata al frame di destra. Il box vuoto, vicino alla lente, ci indica la presenza di un motore di ricerca interno; nella colonna estrema di destra, i “contenitori” delle risorse. E c’è l’imbarazzo della scelta, visto che abbiamo a disposizione materiali da: Rai, Youtube, Wikipedia, Europeana (se non la conoscete, cliccate qui), Epub Editor (dove creare libri elettronici in rete), la Digital Public Library of America (altro labirinto di documentazione in formato elettronico) e file doc caricati direttamente su RaiScuola. Inoltre, l’ultimo “tasto” apre semplicemente un box testuale da riempire liberamente (magari per inserire una nota). Una volta trovato quello che ci interessa, dobbiamo solo agganciarlo con il mouse e trascinarlo al centro dello spazio di lavoro. Facciamo qualche esempio.

5. Vogliamo partire con passo enciclopedico? Una bella definizione di Risorgimento? Cerchiamola cliccando sul simbolino a destra della Wikipedia:

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Cliccando sulla lente, abbiamo sempre un’utile anteprima.

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A questo punto, se siamo soddisfatti, passiamo il mouse in corrispondenza dell’etichetta fino a quando non compare il simbolino con le quattro frecce, premiamo e trasciniamo l’etichetta al centro dello spazio di lavoro. Ecco come comparirà il primo step.

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6. Identico procedimento per i materiali Rai:

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O un video da Youtube:

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E così potremmo proseguire con le altre risorse offerte.

7. Se vogliamo personalizzare un po’ di più, clicchiamo nell’ultimo post o sul frame di destra (guardate dove puntano le frecce)

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Si aprirà una casella di testo, dove potremmo definire meglio un dettaglio della nostra lezione, secondo le varie esigenze richieste dal contesto formativo.

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8. Appena cliccherete su SALVA, la vostra lezione sarà pronta. Il passo successivo, sarà la pubblicazione.

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Naturalmente RaiScuola si riserva di approvare il vostro lavoro e sarete informati da un email.

9. Una volta ottenuto l’ok, la lezione apparirà così sul vostro schermo:

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Volendo la potete anche “incastonare” sul vostro blog, copiando il codice HTML, di modo da fare “girare” il vostro lavoro e da renderlo fruibile anche al di fuori della piattaforma di RaiScuola.

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Il “lesson planner” di RaiScuola è facile da usare, molto intuitivo ma mostra qualche punto debole . Intanto è l’ideale per i materiali video, ma per quanto riguarda foto o immagini, non c’è la possibilità di inserirle in qualche box, sempre che non si crei il link all’interno di una finestra testuale. Inoltre i bacini di Europeana e della DPLA consentono l’accesso a testi digitalizzati, ma la maggior parte di essi sono in lingua inglese. Detto ciò, la piattaforma merita comunque di essere annoverata tra quelle ideali per chi voglia iniziare a fare del lesson planning con metodo, senza incappare in troppi ostacoli. (Riccardo Storti)