Infogram. Concetti che si vedono.

infogrammaInfografiche. Dopo avere consultato un bel po’ di letteratura in rete (consiglio in particolare l’illuminante intervento di Andrea Patassini), ho voluto provarci. Va subito precisato che, navigando qua e là, in quanto a tool, c’è veramente l’imbarazzo della scelta (qui ve ne sono un po’), ma, spesso, si tratta, ahinoi, di strumenti, sì, assai performanti, ma “limitati” nelle funzioni, se non si sblocca l’upgrade (a pagamento). D’altra parte ognuno porta a casa la pagnotta come può ed è anche giusto offrire sostegno ad un servizio, se è valido e all’altezza delle nostre esigenze.

Dal novero scelgo Infogram. In realtà Infogram è qualcosa di più di un classico infographic builder, visto che consente di creare anche altri prodotti; ad ogni modo, fermiamoci al primo stadio e vediamo come realizzare un’infografica con questo tool dall’aspetto molto intuitivo.

  1. Iscrizione. Facile come bere un bicchiere d’acqua, se avete già una login a Google Plus o a Facebook.info00
  2. Ci si aprirà questa finestra e, per ora, scegliamo “Infographic”infogram01
  3. Ci comparirà un template di base modificabile. infogram02
  4. Modificabile, sì… ma come? Allora: occhio ai due frame, quello di sinistra e quello di destra. Partiamo da destra e ci comparirà la pagina (ovvero l’infografica singola: ne possiamo aggiungere altre), invece su Setting, possiamo definire alcuni parametri generali sul layout di lavoro (dimensioni, colori di sfondo, etc.). infogram03set
  5. Possiamo cambiare il colore dello sfondo e, cliccando sul testo, si attiverà la cornice e, sulla destra, compariranno tutti i parametri da modificare a nostro piacimento (trasparenza, corpo, larghezza e altezza del testo, etc.).infogram03sCRI
  6. Ora attenzione al frame di sinistra, perché proprio da qui possiamo scegliere e aggiungere vari elementi grafici. Ad esempio grafici.info05gra
  7. Mappe geografiche (solo due, per le altre è necessario fare l’upgrade).info05map
  8. Cornici di testo personalizzate e personalizzabili.info06car
  9. Immagini (molte richiedono l’upgrade, ma, al limite potete uploadarle dal vostro PC, ma non più di 10… 😦 ). info07ima
  10. Forme. info08for
  11. Video da diverse piattaforme.info09vid
  12. Materiali da Cloud.info10int
  13. Fin qui le basi. Il resto è in mano alla vostra creatività e lungimiranza creativa. Il risultato finale potrebbe essere questo. Potete vedere l’infografica per esteso cliccando quiinfo11int
  14. Per chi fa l’upgrade, c’è la possibilità di scaricare in vari formati il vostro lavoro. info12dow
  15. In caso contrario, vi dovrete accontentare di un semplice “share”, quindi condividendo il link online dell’infografica (come ho fatto io poco fa). Ecco come comparirà il vostro banco di lavoro. info13Infogram è un ottimo tool già partendo dal pacchetto base gratuito… certo con l’upgrade tutto cambia. Peccato che i costi non siano proprio così economici…  (Riccardo Storti)
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Tour Builder. Raccontare storie sulla mappa.

tourTour Builder è uno di quei tool che può sviluppare la fantasia del docente in maniera veramente creativa. Il merito sta nell’interazione tra l’idea di una presentazione per slide e quella di una esposizione itinerante su mappa. Insomma, a farla breve, Power Point che incontra Google Maps. Sto esagerando? No, forse sto semplificando, magari un po’ troppo. Non vorrei che vi faceste delle strane idee. Allora, vi porto qualche esempio.

Prof. di Lettere, vi piacerebbe tracciare l’itinerario del povero Renzo Tramaglino dal lago ai colli bergamaschi passando per Milano? Oppure portare i ragazzi in giro per Recanati, mostrando loro i luoghi leopardiani, resi famosi dai versi del poeta?

Prof. di Arte, volete organizzare (sempre virtualmente) un giro d’Europa attraverso i musei più rappresentativi? Oppure seguire le orme di Leonardo attraverso i capolavori lasciati, qua e là, tra Italia e Francia?

Prof. di Musica, la vita di Mozart a zonzo per il continente, collegando ad ogni soggiorno un brano significativo da fare ascoltare?

Prof. di Scienze, che ne dite di fare capire una volta per tutte il mazzo che si è fatto il buon Darwin saltando a destra e a manca e, luogo dopo luogo, lumeggiare le scoperte meravigliose (e meravigliose scoperte) del nostro?

Vado avanti?

Comunque, con Tour Builder si può.

La base “spaziale” dà sostegno a quella “narrativa”, tanto che il binomio consente un’applicazione trasversale del tool, infatti si possono creare elaborati “misti” dove le varie materie possono incontrarsi.

C’è di più: ammettiamo di volere coinvolgere la classe in una riedizione di un #GiroDelMondoIn80Giorni 2.0, in cui i ragazzi si inventano storie tappa dopo tappa e le integrano con immagini e filmati. Ebbene, un’attività simile con Tour Builder è possibile.

Vediamo come e cerchiamo di partire subito con le idee chiare. E serviamoci proprio de Il giro del mondo in 80 giorni, ma quello originale di Verne e proviamolo a raccontare con Tour Builder.

  1. Home page di Tour Builder ed iscrizione. Una volta raggiunta la Home page, si clicca su Sign In e ci si iscrive. È sufficiente avere un account Gmail e loggarsi da lì.
  2. Si clicca su My Tours, quindi sul pulsante rosso recante la scritta CREATE NEW TOUR e ci comparirà questa finestra: tour01Inserite il nome del vostro “tour” e “firmatevi”, quindi cliccate su “New Tour”.
  3. Ecco quel che ci comparirà tour 02 Si tratta di cominciare l’introduzione inserendo una foto (cliccando su Add a Photo) e scrivendo due righe di prologo nella casella di testo sotto il box d’inserimento della foto. Procediamo con ordine e clicchiamo prima su Add a Photo.
  4. E qui abbiamo ben quattro possibilità. tour 03
  5. Una volta scelta l’immagine e inseriamola (accogliendo pure l’opzione della didascalia), scriviamo due righe di introduzione. tour 04
  6. A questo punto, iniziamo il viaggio con la prima tappa cliccando su Add Location.
  7. Ecco cosa ci appare: tour 05Avete presente quando fate una ricerca su Google Maps? È lo stesso. Phileas Fogg vive a Londra? Precisamente al numero 7 di Saville Row a Burlington Gardens? E noi proprio da lì partiremo. tour 6
  8. Una volta appurata e precisata la località, clicchiamo su Add to Tour (prima però personalizziamo la didascalia del luogo, scrivendo quanto riteniamo più funzionale alla nostra esposizione). E oplà… viene il bello. tour 7
  9. Nello specifico… tour 7
  10. Entriamo nei particolari. Add Photos & Videos: anche qui le possibilità sono molteplici, oltre a quelle già notate nell’inserimento immagini per l’introduzione. Focalizziamoci sui dettagli. tour 8
  11. Una foto di Londra e l’incipit del romanzo. Come primo passo, non c’è male.  tour 9 Se è tutto ok, proseguiamo aggiungendo le altre tappe, cliccando un Add Location e inserendo i vari materiali.
  12. Alla fine del nostro itinerario, tutto sarà molto più chiaro.tour 10Non ci resta che cliccare su “Done Editing” e condividere il nostro lavoro cliccando su Share in base alle opzioni preferite e consentite dal tool.
  13. Se provate a sfogliare le tappe, per ogni “diapositiva” (vedete che è un po’ Power Point? 😉 ) è attivo un pulsante in alto a destra: utilissimo perché… tour11Poi, se trascinate l’omino arancione dentro alla carta, potete farvi anche un giro…

Per toccare con mano l’effetto, cliccate qui e buon viaggio.

(Riccardo Storti)

Prezi, oltre Powerpoint

prezi 2Mi scuso con chi legge se, nel titolo, possa avere colto una sorta di coppia oppositiva tra i due strumenti o addirittura una dicotomia manichea tra nuovo e vecchio. Non è così. Semmai il titolo mi serve per trattare, più che di un’evoluzione, di un passaggio da una forma di presentazione più statica ad una più dinamica.

Molti docenti si sono formati sui ppt di Power Point: utilissimi e risolutivi, se usati con metodo. Con Prezi la performance sale perché si passa da un’impostazione fissa ad una più movimentata. La diapositiva si trasforma in un elemento di design e tutto cambia; ma, anche lì, non bisogna farsi prendere la mano, eccedere nella spettacolarizzazione a danno della sintesi espositiva. Lo conosciamo bene il prof. vanitoso che fa lo splendido con diapo in modalità “fuochi d’artificio”.

Ora, al di là delle chiacchiere, entriamo nella piattaforma e vediamo di combinare qualcosa di concreto.

  1. Si parte da qui. Vi potete registrare all’antica o loggare attraverso l’account di Facebook o di Google (gmail, plus, etc.)prezi01
  2. Entrando in quella che sarà la vostra pagina di lavoro (“dashboard“) e restando nella versione  “Classic” (in questo post tralasciamo la versione “Next”), clicchiamo su “New presentation” e vi compariranno diversi modelli.prezi02
  3. Non è semplice, se non si arriva con un’idea chiara. Come accade per le infografiche, Prezi richiede una progettualità a monte (anche visiva) dei concetti che volete spiegare in classe. Semplificando, Prezi richiede una regia, per cui, prima, è necessario avere pensato all’immagine e poi al concetto. Provo a spiegarmi meglio: i concetti nella loro essenzialità comunicativa meritano il massimo del potenziamento attraverso una serie di slide dal preciso e calcolato impatto dinamico.  Per i primi tempi, vale la pena di affidarsi ai modelli (template) offerti dalla piattaforma ed adattarci.
  4. Ammettiamo di volere organizzare una lezione di Storia dell’Arte dedicata a Raffaello Sanzio. Quale migliore base potrebbe fornirci un ambiente simile a quello di una galleria pittorica? Allora scriviamo nel motore di ricerca interno “gallery” (usate l’inglese, please…) e ci compariranno due modelli. prezi03
  5. In effetti il secondo è quello che fa di più al nostro caso. Clicchiamolo.  Ecco il piano su cui lavoreremo. prezi04
  6.  Osserviamo con attenzione e cerchiamo di capire bene come muoverci. La differenza con Power Point salta agli occhi. Se con Power Point noi facevamo scorrere le diapositive una dopo l’altra, quasi seguendo una scansione cronologica (se non addirittura cronometrica); in Prezi le diapositive fanno parte di un unico spazio all’interno del quale la nostra presentazione si muove fisicamente (tanto che la scansione mostrata sul frame di sinistra è una vera e propria sceneggiatura dei movimenti di macchina che si concretizzeranno appena cliccheremo su Present).prezi05
  7. Incominciamo cambiando il titolo. prezi06
  8. A questo punto, clicchiamo sulla seconda diapositiva della sceneggiatura che si ingrandirà e lì cominceremo a modificare gli elementi, inserendo un ideale prologo alla lezione. prezi07
  9. Cliccando su “Main Idea” e su “Click to add text” possiamo prendere confidenza con gli strumenti delle cornici che si apriranno (niente di nuovo: provare per credere).  Cliccando su “Edit text” possiamo cominciare  a scrivere. prezi08prezi09
  10. Il risultato sarà questo: prezi10
  11. Ma ammettiamo che, per rendere più vivace la slide, vogliamo aggiungere un’immagine del pittore. Come si fa? Semplice: cliccate su “Insert” e uploadate l’immagine che vi interessa, posizionandola poi sulla slide. prezi11
  12. Ecco fatto! prezi12
  13. Avrete notato, dando un occhio a “insert”, quanti oggetti si possono inserire. Bene. Impariamo ad usarli nella trasformazione delle prossime diapositive. Passiamo alla numero 3 e incastoniamo un bel video da Youtube. Cliccate su Insert —> Youtube video e inserite l’indirizzo del filmato copiato sulla barra di navigazione di Youtube.prezi13prezi14prezi15prezi16
  14. A questo punto possiamo completare il nostro percorso, inserendo quanto più ci piace e in base alle nostre esigenze. Il segreto sta tutto nel menu Insert: prezi17
  15. Il risultato globale è questo: prezi18
  16. Se, però, ne volete saggiare l’aspetto “cinematico”, non dovete fare altro che cliccare su Present.
  17. Se adesso volete provare il movimento, andate al link della presentazione che ho fin qui esemplificato. CLICCATE QUI e poi sulla freccia di destra.

Ovviamente, a schermo intero, rende di più.

Qualche ultimo appunto generico.

a) Cliccando su “Customize” si può modificare il tema della presentazione. Meglio farlo a monte per evitare agghiaccianti sorprese.

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Cliccando poi in basso al frame di destra, in corrispondenza di “Advanced”, si può lavorare ulteriormente di fino…

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b) Nel caso si volesse aggiungere un’altra diapositiva nello spazio di movimento, è sufficiente cliccare sul frame di sinistra in prossimità del riquadro in alto con il “più” e scegliere l’elemento grafico proposto. Attenzione: inserite la nuova diapo ponendo  sempre attenzione alla scansione prevista dalla viostra sceneggiatura.

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c) “Mal di mare”: ad alcuni Prezi non piace per nulla, proprio perché non sta fermo mai. I ragazzi lo amano come le montagne russe al Luna Park. Anche qui, tutto dipende dal “manovratore”: con Prezi non abbiate fretta, fate in modo di spostarvi con calma.

d) Non sono tutte rose e fiori. Un difetto: nella cornice di testo non c’è il tasto per l’inserimento dei collegamenti ipertestuali. Un vero peccato, ma ce ne faremo una ragione.

Non vi resta ora che cimentarvi nelle vostre creazioni e dare sfogo ad una fantasia controllata dal sacro fuoco della lezione perfetta. Eh, questo Prezi è terribile: genera schiere di Don Chisciotte ex cathedra come se fosse nulla. Alla prossima! (Riccardo Storti)

 

Fare lezione con Raiscuola

frontRaiScuola non è solo l’ottimo bacino di materiali utili per la preparazione del nostro lavoro; da qualche anno la piattaforma consente anche di organizzare vere e proprie lezioni alla LIM, accedendo agli archivi Rai, ma anche utilizzando fonti esterne. Vediamo come.

  1. Registrazione: è la condizione base. Bisogna registrarsi o con un e-mail o direttamente dal vostro account Facebook.
  2. Dopo la registrazione si va nella pagina “Crea la tua lezione” e vi comparirà quanto vedete qui:

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Prima di iniziare, ci si può fare un giro (Guarda tutte le lezioni) visionando lavori preparati e condivisi da altri colleghi.

3. Abbiamo cliccato su “Crea la tua lezione”? La videata si presenta non tanto dissimile da quella di Blendspace/TES. Si predilige la presentazione a mosaico. Immaginiamo allora di preparare una lezione di Storia sul Risorgimento Italiano. Andremo quindi a riempire i campi vuoti (attenzione ai due menu a scorrimento per la materia e l’ordine scolastico).

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Ecco qui!

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4. Come creare la lezione? Elaborando il nostro percorso attraverso la ricerca di risorse. E per questo dobbiamo dare un’occhiata al frame di destra. Il box vuoto, vicino alla lente, ci indica la presenza di un motore di ricerca interno; nella colonna estrema di destra, i “contenitori” delle risorse. E c’è l’imbarazzo della scelta, visto che abbiamo a disposizione materiali da: Rai, Youtube, Wikipedia, Europeana (se non la conoscete, cliccate qui), Epub Editor (dove creare libri elettronici in rete), la Digital Public Library of America (altro labirinto di documentazione in formato elettronico) e file doc caricati direttamente su RaiScuola. Inoltre, l’ultimo “tasto” apre semplicemente un box testuale da riempire liberamente (magari per inserire una nota). Una volta trovato quello che ci interessa, dobbiamo solo agganciarlo con il mouse e trascinarlo al centro dello spazio di lavoro. Facciamo qualche esempio.

5. Vogliamo partire con passo enciclopedico? Una bella definizione di Risorgimento? Cerchiamola cliccando sul simbolino a destra della Wikipedia:

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Cliccando sulla lente, abbiamo sempre un’utile anteprima.

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A questo punto, se siamo soddisfatti, passiamo il mouse in corrispondenza dell’etichetta fino a quando non compare il simbolino con le quattro frecce, premiamo e trasciniamo l’etichetta al centro dello spazio di lavoro. Ecco come comparirà il primo step.

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6. Identico procedimento per i materiali Rai:

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O un video da Youtube:

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E così potremmo proseguire con le altre risorse offerte.

7. Se vogliamo personalizzare un po’ di più, clicchiamo nell’ultimo post o sul frame di destra (guardate dove puntano le frecce)

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Si aprirà una casella di testo, dove potremmo definire meglio un dettaglio della nostra lezione, secondo le varie esigenze richieste dal contesto formativo.

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8. Appena cliccherete su SALVA, la vostra lezione sarà pronta. Il passo successivo, sarà la pubblicazione.

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Naturalmente RaiScuola si riserva di approvare il vostro lavoro e sarete informati da un email.

9. Una volta ottenuto l’ok, la lezione apparirà così sul vostro schermo:

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Volendo la potete anche “incastonare” sul vostro blog, copiando il codice HTML, di modo da fare “girare” il vostro lavoro e da renderlo fruibile anche al di fuori della piattaforma di RaiScuola.

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Il “lesson planner” di RaiScuola è facile da usare, molto intuitivo ma mostra qualche punto debole . Intanto è l’ideale per i materiali video, ma per quanto riguarda foto o immagini, non c’è la possibilità di inserirle in qualche box, sempre che non si crei il link all’interno di una finestra testuale. Inoltre i bacini di Europeana e della DPLA consentono l’accesso a testi digitalizzati, ma la maggior parte di essi sono in lingua inglese. Detto ciò, la piattaforma merita comunque di essere annoverata tra quelle ideali per chi voglia iniziare a fare del lesson planning con metodo, senza incappare in troppi ostacoli. (Riccardo Storti)

E poi scopri le “Raccolte” di Google Plus

google-plus-beta-testersDiciamocelo senza remore. Se chiediamo a molti dei nostri colleghi cosa sia “Google”, ci verrà risposto “un motore di ricerca” e la cosa finisce lì. Era così anche per me.

In realtà, da qualche anno, Google è diventato un sistema aggregante ed aggregatore di risorse anche eterogenee tra loro. Basta dare un’occhiata ai servizi e ce ne rendiamo conto dopo una superficiale scorsa all’elenco.

Una delle appendici social più interessanti è Google + o Google Plus che, quando nacque, voleva porsi in concorrenza con Facebook ma, in tale prospettiva, ebbe poca fortuna. Passa il tempo e Google Plus diventa altro, dando vita a community e aiutando l’utente a catalogare materiali che siano facilmente reperibili ogni qualvolta ve ne sia bisogno.

Pensiamo al prof. A quel prof. che ha l’account gmail e non sa di avere diritto ad una serie di benefit. Lui è già in Google Plus e non lo sa. O non ci pensa. E non ci pensa. Inoltre si danna a raccogliere materiali in rete per la sua lezione. Al limite può usare Blendspace oppure Padlet. Ottimi sussidi. (Quel prof. sono io… )

Poi, però, scopri che sul tuo account Google Plus c’era un settore denominato “Raccolte” e lì si è aperto un mondo.

Lo ammetto: anni e anni che sperimento diversi lesson planner, la sorpresa delle Raccolte di Google Plus sono un po’ la scoperta dell’acqua calda, però è altrettanto vero che, da quando le utilizzo con metodo e “spontaneità”, sono divenute uno strumento insostituibile, anche perché essendo sempre loggato a gmail, me le trovo già lì (ecco il sistema! E la comodità).

Entriamo nel dettaglio.

Questo è il mio profilo Google Plus.

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La videata è in inglese e quelle che lì si chiamano “Collections” sono le raccolte. Allora facciamo la login.

Appena entrati, si clicca su Profilo (frame di sinistra), quindi, a destra, su “Visualizza tutto” e vi comparirà lo spazio delle raccolte.

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  1. Clicchiamo su “Crea una raccolta” e cominciamo ad impostare titolo, colori e immagine di sfondo (anche l’occhio vuole la sua parte). Decidere anche se la raccolta debba essere pubblica o no, o limitata alla “cerchia” delle “amicizie” su Google Plus (attenzione: se la rendete “privata” ovvero “solo io”, poi non potete tornare più indietro per cambiare tale impostazione sulla privacy).

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2. Proviamo a preparare una “raccolta” di materiali per una lezione su Giacomo Leopardi.

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3. Una volta cliccato su “Crea”, compare un box sul quale possiamo inserire un’immagine di copertina e scegliere il colore dello sfondo che più ci piace (la procedura è assai intuitiva: basta cliccare sugli elementi attivi).

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4. Dopo avere cliccato su “Salva”, vi comparirà la seguente videata.

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E adesso? Semplice: cliccare sul cerchio rosso con la penna bianca e sbizzarrirsi nella “raccolta” di quanto riteniamo più opportuno per la nostra lezione. Qualche esempio.

5. Linkare un video. Andare su Youtube, copiare il link e incollarlo nell’apposito spazio dopo avere cliccato sul simbolino della catenella in basso.

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Dato l’ok e cliccato su “Pubblica Post”, vi comparirà questo.

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6.  Clicchiamo ora sul simbolo della fotografia per uploadare un’immagine e cliccando su “Carica foto” potrete scegliere la directory da cui estrarre la foto.

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La risorsa si aggiungerà alla precedente.

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7. Le altre due opzioni sono altrettanto interessanti. Cliccando su 1 potrete attivare un sondaggio con tanto di immagini; mentre cliccando su 2 potrete aggiungere la vostra posizione.

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Questo è quello che comparirà all’utente che si connetterà con la vostra raccolta.

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Naturalmente il contenitore è sempre aggiornabile con successive integrazioni; anzi: c’è di più. Le scuole dotate del GaFE, potranno utilizzare le raccolte anche per eventuali lavori di gruppo in classe. Insomma, alla fantasia non c’è limite. Smanettateci e le idee verranno da sé. (Riccardo Storti)

Blendspace. Le risorse a mosaico

Blendspace è un’efficace banca dati visuale a mosaico per avere sempre con sé tutte le risorse preparate per una specifica lezione. L’utilissima struttura a mosaico conferirà al vostro lavoro di docenti un aspetto diretto e intuitivo, nonché comodo per i vostri studenti, visto che “lì” troveranno tutto l’occorrente per ripassare quanto spiegato a lezione.

Un tempo applicazione connessa direttamente ad Edmodo, oggi Blendspace è stato inglobato da TES, la più grande community didattica del mondo anglosassone, ormai fruita e fruibile anche da insegnanti di altre aree del pianeta. Infatti il nome corretto dell’applicazione è Tes Teach with Blendspace.

Passiamo alla pratica. Prima di tutto, recatevi nell’home page e, cliccando su Sign Up, creerete il profilo che sarà il vostro tavolo di lavoro.

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Una volta entrati, completati i dati di base, possiamo buttarci subito nell’agone creando la nostra lezione. Clicchiamo allora su New Lesson. Ecco cosa vi apparirà.

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Ipotizziamo di volere preparare una lezione di Letteratura Italiana su Luigi Pirandello.

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Ora, quello che ci serve di più è la materia prima ovvero le “risorse”. Passiamo il mouse sui simbolini che appaiono nella colonnina scura di destra sotto la scritta “tes”.

Il primo con la freccia in campo bianco si riferisce ai video di Youtube: allora perché non cercare – che so – uno spezzone significativo dall’episodio La giara da Kaos dei Taviani. Proviamo a vedere se c’è.

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Ora, per fare nostro il link al video, basta trascinare con il mouse il video nel mosaico.

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Cliccando sulla freccia bianca in campo rosso sull’angolo destro in basso dell’icona link (insomma, sotto il baffo di Ingrassia…), comparirà una matitina che consentirà di aggiungere una didascalia più precisa.

Proseguiamo e clicchiamo sulla “G” con la catenella: lì troveremo i link da Google. Vogliamo segnalare una biografia di Pirandello? Quella di Wikipedia è la migliore. Una volta che la trovate, trascinate verso i tasselli del mosaico.

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Che faccia ha Pirandello? Clicchiamo sulla G successiva (quella con la macchina fotografica) e Blendspace ricercherà l’immagine più consona su Google Images.

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E quel simbolo sotto la G con macchina fotografica? Quello con i due puntini? Fa riferimento a Flickr, una delle più preziose piattaforme fotografiche con immagini di qualità. E qui ci sguazziamo, ad esempio, se vogliamo mostrare una foto della città natale di Pirandello, l’Agrigento greco-sicula.

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Ammettiamo, adesso, di volere condividere il link di LiberLiber relativo agli ebook scaricabili gratuitamente dalla rete (senza alcuna violazione della normativa sui diritti d’autore). Come fare? Beh, intanto il link lo avrete trovato cercando da Google.

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A quel punto si va sulla pagina (ammettiamo di volere linkare l’ebook con le Novelle per un anno), si copia il link dalla barra di navigazione e lo si incolla dopo avere cliccato su Blendspace l’iconcina con la catenella (sotto quella con i due puntini, quella di Flickr).

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Cosa servono le altre iconcine.

Il “triangolino” e la “scatolina aperta” fanno riferimento a due cloud che spesso vengono utilizzati come serbatoi di risorse dagli utenti: il primo è Google Drive mentre il secondo è Dropbox.

Lo “schermino” indica invece l’opzione relativa al caricamento di file dal vostro computer.

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Ops… ma abbiamo esaurito i tasselli! Nessun problemi: cliccate su Add row e avrete altri 3 riquadri a disposizione.

Dimenticavo l’iconcina “CC”: serve semplicemente per aggiungere il grado di scuola per cui la lezione è stata preparata e le “parole chiave”.

A questo punto siamo pronti. Clicchiamo sulla rotellina in fondo alla colonna e potremo vedere il mosaico così.

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Cliccando su Share troverete le opzioni di condivisioni; invece cliccando su Play potrete mostrare la lezione alla LIM.

Ovviamente si può interagire, come potete notare dal dettaglio della presentazione.

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Blendspace è anche su Apple Store e può essere inglobato come App in Chrome.

Chiudiamo con un video esplicativo e sintetico.

Blendspace è stato presentato all’IC Rivarolo dal prof. Alessandro Montani durante il corso di autoformazione tenutosi nell’Ottobre del 2016. [R.S.]

Google Apps For Education. Una guida

gafe2Seguendo il corso di formazione per AD, da “edmodiano” convinto, mi sono chiesto se valga la pena sfruttare un’altra idea “cloud” ovvero Google App For Education (d’ora in poi GAfE). In effetti, stando alle premesse si tratta di un ambiente molto solido, a prova di bomba e dall’architettura complessa ma resistente. Il problema, semmai, è partire; ma ci vuole del tempo e, ad anno iniziato, non è pensabile smantellare quello che c’è già per dare vita ad una simile struttura.

Non è, però, di questo che voglio disquisire, semmai condividere materiali che mi sono stati messi a disposizione dal corso e che ho tratto da animatori-liguria.it (spazio dove abbiamo affrontato on-line parte della formazione. Le lezioni del prof. Antonio Fini (Dirigente IC Arcola/Ameglia – La Spezia) sono quanto di più illuminante si possa immaginare.

Il consiglio è quello di seguire ordinatamente clip dopo clip di modo da non perdersi. La parola al prof. Fini.

Parte 1- Il cloud a scuola (Generalità)

Parte 2 – Introduzione a GAfE

Parte 3 – La console amministrativa di GAfE

Insomma, indipendentemente se siate pro o contro GAfE, qui siamo di fronte ad una guida assai esaustiva e dettagliata. Fatene buon uso 🙂 [R.S.]

LIM. Activeboard Serie 300… per saperne di più

promeIn attesa di provare il software ActiveSpire e di capire un bel po’ di cosette (sì, le LIM, quando arrivano, ti sconvolgono come una tempesta), riempiamo la nostra stiva di materiali che potrebbero esserci utili (e utili anche agli amici che ci leggono).

Su Promethean

 

Sulla LIM

 

Post in aggiornamento continuo… Stay tuned!