Fare lezione con Raiscuola

frontRaiScuola non è solo l’ottimo bacino di materiali utili per la preparazione del nostro lavoro; da qualche anno la piattaforma consente anche di organizzare vere e proprie lezioni alla LIM, accedendo agli archivi Rai, ma anche utilizzando fonti esterne. Vediamo come.

  1. Registrazione: è la condizione base. Bisogna registrarsi o con un e-mail o direttamente dal vostro account Facebook.
  2. Dopo la registrazione si va nella pagina “Crea la tua lezione” e vi comparirà quanto vedete qui:

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Prima di iniziare, ci si può fare un giro (Guarda tutte le lezioni) visionando lavori preparati e condivisi da altri colleghi.

3. Abbiamo cliccato su “Crea la tua lezione”? La videata si presenta non tanto dissimile da quella di Blendspace/TES. Si predilige la presentazione a mosaico. Immaginiamo allora di preparare una lezione di Storia sul Risorgimento Italiano. Andremo quindi a riempire i campi vuoti (attenzione ai due menu a scorrimento per la materia e l’ordine scolastico).

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Ecco qui!

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4. Come creare la lezione? Elaborando il nostro percorso attraverso la ricerca di risorse. E per questo dobbiamo dare un’occhiata al frame di destra. Il box vuoto, vicino alla lente, ci indica la presenza di un motore di ricerca interno; nella colonna estrema di destra, i “contenitori” delle risorse. E c’è l’imbarazzo della scelta, visto che abbiamo a disposizione materiali da: Rai, Youtube, Wikipedia, Europeana (se non la conoscete, cliccate qui), Epub Editor (dove creare libri elettronici in rete), la Digital Public Library of America (altro labirinto di documentazione in formato elettronico) e file doc caricati direttamente su RaiScuola. Inoltre, l’ultimo “tasto” apre semplicemente un box testuale da riempire liberamente (magari per inserire una nota). Una volta trovato quello che ci interessa, dobbiamo solo agganciarlo con il mouse e trascinarlo al centro dello spazio di lavoro. Facciamo qualche esempio.

5. Vogliamo partire con passo enciclopedico? Una bella definizione di Risorgimento? Cerchiamola cliccando sul simbolino a destra della Wikipedia:

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Cliccando sulla lente, abbiamo sempre un’utile anteprima.

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A questo punto, se siamo soddisfatti, passiamo il mouse in corrispondenza dell’etichetta fino a quando non compare il simbolino con le quattro frecce, premiamo e trasciniamo l’etichetta al centro dello spazio di lavoro. Ecco come comparirà il primo step.

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6. Identico procedimento per i materiali Rai:

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O un video da Youtube:

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E così potremmo proseguire con le altre risorse offerte.

7. Se vogliamo personalizzare un po’ di più, clicchiamo nell’ultimo post o sul frame di destra (guardate dove puntano le frecce)

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Si aprirà una casella di testo, dove potremmo definire meglio un dettaglio della nostra lezione, secondo le varie esigenze richieste dal contesto formativo.

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8. Appena cliccherete su SALVA, la vostra lezione sarà pronta. Il passo successivo, sarà la pubblicazione.

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Naturalmente RaiScuola si riserva di approvare il vostro lavoro e sarete informati da un email.

9. Una volta ottenuto l’ok, la lezione apparirà così sul vostro schermo:

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Volendo la potete anche “incastonare” sul vostro blog, copiando il codice HTML, di modo da fare “girare” il vostro lavoro e da renderlo fruibile anche al di fuori della piattaforma di RaiScuola.

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Il “lesson planner” di RaiScuola è facile da usare, molto intuitivo ma mostra qualche punto debole . Intanto è l’ideale per i materiali video, ma per quanto riguarda foto o immagini, non c’è la possibilità di inserirle in qualche box, sempre che non si crei il link all’interno di una finestra testuale. Inoltre i bacini di Europeana e della DPLA consentono l’accesso a testi digitalizzati, ma la maggior parte di essi sono in lingua inglese. Detto ciò, la piattaforma merita comunque di essere annoverata tra quelle ideali per chi voglia iniziare a fare del lesson planning con metodo, senza incappare in troppi ostacoli. (Riccardo Storti)

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E poi scopri le “Raccolte” di Google Plus

google-plus-beta-testersDiciamocelo senza remore. Se chiediamo a molti dei nostri colleghi cosa sia “Google”, ci verrà risposto “un motore di ricerca” e la cosa finisce lì. Era così anche per me.

In realtà, da qualche anno, Google è diventato un sistema aggregante ed aggregatore di risorse anche eterogenee tra loro. Basta dare un’occhiata ai servizi e ce ne rendiamo conto dopo una superficiale scorsa all’elenco.

Una delle appendici social più interessanti è Google + o Google Plus che, quando nacque, voleva porsi in concorrenza con Facebook ma, in tale prospettiva, ebbe poca fortuna. Passa il tempo e Google Plus diventa altro, dando vita a community e aiutando l’utente a catalogare materiali che siano facilmente reperibili ogni qualvolta ve ne sia bisogno.

Pensiamo al prof. A quel prof. che ha l’account gmail e non sa di avere diritto ad una serie di benefit. Lui è già in Google Plus e non lo sa. O non ci pensa. E non ci pensa. Inoltre si danna a raccogliere materiali in rete per la sua lezione. Al limite può usare Blendspace oppure Padlet. Ottimi sussidi. (Quel prof. sono io… )

Poi, però, scopri che sul tuo account Google Plus c’era un settore denominato “Raccolte” e lì si è aperto un mondo.

Lo ammetto: anni e anni che sperimento diversi lesson planner, la sorpresa delle Raccolte di Google Plus sono un po’ la scoperta dell’acqua calda, però è altrettanto vero che, da quando le utilizzo con metodo e “spontaneità”, sono divenute uno strumento insostituibile, anche perché essendo sempre loggato a gmail, me le trovo già lì (ecco il sistema! E la comodità).

Entriamo nel dettaglio.

Questo è il mio profilo Google Plus.

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La videata è in inglese e quelle che lì si chiamano “Collections” sono le raccolte. Allora facciamo la login.

Appena entrati, si clicca su Profilo (frame di sinistra), quindi, a destra, su “Visualizza tutto” e vi comparirà lo spazio delle raccolte.

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  1. Clicchiamo su “Crea una raccolta” e cominciamo ad impostare titolo, colori e immagine di sfondo (anche l’occhio vuole la sua parte). Decidere anche se la raccolta debba essere pubblica o no, o limitata alla “cerchia” delle “amicizie” su Google Plus (attenzione: se la rendete “privata” ovvero “solo io”, poi non potete tornare più indietro per cambiare tale impostazione sulla privacy).

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2. Proviamo a preparare una “raccolta” di materiali per una lezione su Giacomo Leopardi.

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3. Una volta cliccato su “Crea”, compare un box sul quale possiamo inserire un’immagine di copertina e scegliere il colore dello sfondo che più ci piace (la procedura è assai intuitiva: basta cliccare sugli elementi attivi).

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4. Dopo avere cliccato su “Salva”, vi comparirà la seguente videata.

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E adesso? Semplice: cliccare sul cerchio rosso con la penna bianca e sbizzarrirsi nella “raccolta” di quanto riteniamo più opportuno per la nostra lezione. Qualche esempio.

5. Linkare un video. Andare su Youtube, copiare il link e incollarlo nell’apposito spazio dopo avere cliccato sul simbolino della catenella in basso.

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Dato l’ok e cliccato su “Pubblica Post”, vi comparirà questo.

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6.  Clicchiamo ora sul simbolo della fotografia per uploadare un’immagine e cliccando su “Carica foto” potrete scegliere la directory da cui estrarre la foto.

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La risorsa si aggiungerà alla precedente.

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7. Le altre due opzioni sono altrettanto interessanti. Cliccando su 1 potrete attivare un sondaggio con tanto di immagini; mentre cliccando su 2 potrete aggiungere la vostra posizione.

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Questo è quello che comparirà all’utente che si connetterà con la vostra raccolta.

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Naturalmente il contenitore è sempre aggiornabile con successive integrazioni; anzi: c’è di più. Le scuole dotate del GaFE, potranno utilizzare le raccolte anche per eventuali lavori di gruppo in classe. Insomma, alla fantasia non c’è limite. Smanettateci e le idee verranno da sé. (Riccardo Storti)

Blendspace. Le risorse a mosaico

Blendspace è un’efficace banca dati visuale a mosaico per avere sempre con sé tutte le risorse preparate per una specifica lezione. L’utilissima struttura a mosaico conferirà al vostro lavoro di docenti un aspetto diretto e intuitivo, nonché comodo per i vostri studenti, visto che “lì” troveranno tutto l’occorrente per ripassare quanto spiegato a lezione.

Un tempo applicazione connessa direttamente ad Edmodo, oggi Blendspace è stato inglobato da TES, la più grande community didattica del mondo anglosassone, ormai fruita e fruibile anche da insegnanti di altre aree del pianeta. Infatti il nome corretto dell’applicazione è Tes Teach with Blendspace.

Passiamo alla pratica. Prima di tutto, recatevi nell’home page e, cliccando su Sign Up, creerete il profilo che sarà il vostro tavolo di lavoro.

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Una volta entrati, completati i dati di base, possiamo buttarci subito nell’agone creando la nostra lezione. Clicchiamo allora su New Lesson. Ecco cosa vi apparirà.

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Ipotizziamo di volere preparare una lezione di Letteratura Italiana su Luigi Pirandello.

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Ora, quello che ci serve di più è la materia prima ovvero le “risorse”. Passiamo il mouse sui simbolini che appaiono nella colonnina scura di destra sotto la scritta “tes”.

Il primo con la freccia in campo bianco si riferisce ai video di Youtube: allora perché non cercare – che so – uno spezzone significativo dall’episodio La giara da Kaos dei Taviani. Proviamo a vedere se c’è.

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Ora, per fare nostro il link al video, basta trascinare con il mouse il video nel mosaico.

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Cliccando sulla freccia bianca in campo rosso sull’angolo destro in basso dell’icona link (insomma, sotto il baffo di Ingrassia…), comparirà una matitina che consentirà di aggiungere una didascalia più precisa.

Proseguiamo e clicchiamo sulla “G” con la catenella: lì troveremo i link da Google. Vogliamo segnalare una biografia di Pirandello? Quella di Wikipedia è la migliore. Una volta che la trovate, trascinate verso i tasselli del mosaico.

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Che faccia ha Pirandello? Clicchiamo sulla G successiva (quella con la macchina fotografica) e Blendspace ricercherà l’immagine più consona su Google Images.

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E quel simbolo sotto la G con macchina fotografica? Quello con i due puntini? Fa riferimento a Flickr, una delle più preziose piattaforme fotografiche con immagini di qualità. E qui ci sguazziamo, ad esempio, se vogliamo mostrare una foto della città natale di Pirandello, l’Agrigento greco-sicula.

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Ammettiamo, adesso, di volere condividere il link di LiberLiber relativo agli ebook scaricabili gratuitamente dalla rete (senza alcuna violazione della normativa sui diritti d’autore). Come fare? Beh, intanto il link lo avrete trovato cercando da Google.

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A quel punto si va sulla pagina (ammettiamo di volere linkare l’ebook con le Novelle per un anno), si copia il link dalla barra di navigazione e lo si incolla dopo avere cliccato su Blendspace l’iconcina con la catenella (sotto quella con i due puntini, quella di Flickr).

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Cosa servono le altre iconcine.

Il “triangolino” e la “scatolina aperta” fanno riferimento a due cloud che spesso vengono utilizzati come serbatoi di risorse dagli utenti: il primo è Google Drive mentre il secondo è Dropbox.

Lo “schermino” indica invece l’opzione relativa al caricamento di file dal vostro computer.

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Ops… ma abbiamo esaurito i tasselli! Nessun problemi: cliccate su Add row e avrete altri 3 riquadri a disposizione.

Dimenticavo l’iconcina “CC”: serve semplicemente per aggiungere il grado di scuola per cui la lezione è stata preparata e le “parole chiave”.

A questo punto siamo pronti. Clicchiamo sulla rotellina in fondo alla colonna e potremo vedere il mosaico così.

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Cliccando su Share troverete le opzioni di condivisioni; invece cliccando su Play potrete mostrare la lezione alla LIM.

Ovviamente si può interagire, come potete notare dal dettaglio della presentazione.

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Blendspace è anche su Apple Store e può essere inglobato come App in Chrome.

Chiudiamo con un video esplicativo e sintetico.

Blendspace è stato presentato all’IC Rivarolo dal prof. Alessandro Montani durante il corso di autoformazione tenutosi nell’Ottobre del 2016. [R.S.]

Google Apps For Education. Una guida

gafe2Seguendo il corso di formazione per AD, da “edmodiano” convinto, mi sono chiesto se valga la pena sfruttare un’altra idea “cloud” ovvero Google App For Education (d’ora in poi GAfE). In effetti, stando alle premesse si tratta di un ambiente molto solido, a prova di bomba e dall’architettura complessa ma resistente. Il problema, semmai, è partire; ma ci vuole del tempo e, ad anno iniziato, non è pensabile smantellare quello che c’è già per dare vita ad una simile struttura.

Non è, però, di questo che voglio disquisire, semmai condividere materiali che mi sono stati messi a disposizione dal corso e che ho tratto da animatori-liguria.it (spazio dove abbiamo affrontato on-line parte della formazione. Le lezioni del prof. Antonio Fini (Dirigente IC Arcola/Ameglia – La Spezia) sono quanto di più illuminante si possa immaginare.

Il consiglio è quello di seguire ordinatamente clip dopo clip di modo da non perdersi. La parola al prof. Fini.

Parte 1- Il cloud a scuola (Generalità)

Parte 2 – Introduzione a GAfE

Parte 3 – La console amministrativa di GAfE

Insomma, indipendentemente se siate pro o contro GAfE, qui siamo di fronte ad una guida assai esaustiva e dettagliata. Fatene buon uso 🙂 [R.S.]

LIM. Activeboard Serie 300… per saperne di più

promeIn attesa di provare il software ActiveSpire e di capire un bel po’ di cosette (sì, le LIM, quando arrivano, ti sconvolgono come una tempesta), riempiamo la nostra stiva di materiali che potrebbero esserci utili (e utili anche agli amici che ci leggono).

Su Promethean

 

Sulla LIM

 

Post in aggiornamento continuo… Stay tuned!

 

 

Tablet in classe. Tre possibilità. Tre esempi

scuolabletOrmai il tablet è una realtà. Molti di noi docenti lo usano semplicemente come registro (elettronico, of course); i più arditi lo portano in giro per la classe (come se fossero le Tavole della Legge), mostrando ai pargoli “quella” foto o “quella” clip, così provvidenziale per aggiungere il tassello mancante alla lezione.

In verità si può fare molto di più. Eccovi allora 3 proposte che ho elaborato in Power Point in occasione del corso di formazione per Animatore Digitale.

Naturalmente i riferimenti ai testi, software e piattaforme sono strettamente connessi alla realtà in cui lavoro (l’Istituto Comprensivo di Genova Rivarolo).

  1. Geografia per la seconda media: dal libro elettronico alla verifica su Seterra, passando attraverso una presentazione di Prezi.
  2. Storia per la terza media: dal libro elettronico all’atlante storico online, poi tutti su Edmodo.
  3. In gita a Firenze con Dante (seconda media): sì, il tablet può uscire anche di classe. Siamo ancora pronti? Molti nutrono dei dubbi, però, in effetti, nel PNSD si parla anche di “mobile learning”… (prova a fermare l’acqua con le mani 🙂 ).

(Riccardo Storti)

Il gioco dell’oca… grammaticale

classUn buon incentivo per fare in modo che lo studio della Grammatica possa diventare un gioco formativo. ClassCup è un’interazione didattica in flash (completamente gratuita) di Mondadori Education. La sfida si gioca tra due contendenti che devono confrontarsi attraverso 8 livelli per raggiungere la finale che decreterà il vincitore. Ogni livello è rappresentato da alcuni parti del discorso della morfologia grammaticale (cfr. immagine sottostante).

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Il modello ludico è quello del “gioco dell’oca” con tanto di dadi virtuali e con la variante della carta da scoprire, finalizzata a proporre un quesito grammaticale (è lì che si gioca la vera partita). Ovviamente non mancano i classici colpi di scena determinati dal caso.

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Alla LIM, il docente può utilizzare questo strumento dividendo la classe in due squadre. Divertente ed istruttivo.