Prezi, oltre Powerpoint

prezi 2Mi scuso con chi legge se, nel titolo, possa avere colto una sorta di coppia oppositiva tra i due strumenti o addirittura una dicotomia manichea tra nuovo e vecchio. Non è così. Semmai il titolo mi serve per trattare, più che di un’evoluzione, di un passaggio da una forma di presentazione più statica ad una più dinamica.

Molti docenti si sono formati sui ppt di Power Point: utilissimi e risolutivi, se usati con metodo. Con Prezi la performance sale perché si passa da un’impostazione fissa ad una più movimentata. La diapositiva si trasforma in un elemento di design e tutto cambia; ma, anche lì, non bisogna farsi prendere la mano, eccedere nella spettacolarizzazione a danno della sintesi espositiva. Lo conosciamo bene il prof. vanitoso che fa lo splendido con diapo in modalità “fuochi d’artificio”.

Ora, al di là delle chiacchiere, entriamo nella piattaforma e vediamo di combinare qualcosa di concreto.

  1. Si parte da qui. Vi potete registrare all’antica o loggare attraverso l’account di Facebook o di Google (gmail, plus, etc.)prezi01
  2. Entrando in quella che sarà la vostra pagina di lavoro (“dashboard“) e restando nella versione  “Classic” (in questo post tralasciamo la versione “Next”), clicchiamo su “New presentation” e vi compariranno diversi modelli.prezi02
  3. Non è semplice, se non si arriva con un’idea chiara. Come accade per le infografiche, Prezi richiede una progettualità a monte (anche visiva) dei concetti che volete spiegare in classe. Semplificando, Prezi richiede una regia, per cui, prima, è necessario avere pensato all’immagine e poi al concetto. Provo a spiegarmi meglio: i concetti nella loro essenzialità comunicativa meritano il massimo del potenziamento attraverso una serie di slide dal preciso e calcolato impatto dinamico.  Per i primi tempi, vale la pena di affidarsi ai modelli (template) offerti dalla piattaforma ed adattarci.
  4. Ammettiamo di volere organizzare una lezione di Storia dell’Arte dedicata a Raffaello Sanzio. Quale migliore base potrebbe fornirci un ambiente simile a quello di una galleria pittorica? Allora scriviamo nel motore di ricerca interno “gallery” (usate l’inglese, please…) e ci compariranno due modelli. prezi03
  5. In effetti il secondo è quello che fa di più al nostro caso. Clicchiamolo.  Ecco il piano su cui lavoreremo. prezi04
  6.  Osserviamo con attenzione e cerchiamo di capire bene come muoverci. La differenza con Power Point salta agli occhi. Se con Power Point noi facevamo scorrere le diapositive una dopo l’altra, quasi seguendo una scansione cronologica (se non addirittura cronometrica); in Prezi le diapositive fanno parte di un unico spazio all’interno del quale la nostra presentazione si muove fisicamente (tanto che la scansione mostrata sul frame di sinistra è una vera e propria sceneggiatura dei movimenti di macchina che si concretizzeranno appena cliccheremo su Present).prezi05
  7. Incominciamo cambiando il titolo. prezi06
  8. A questo punto, clicchiamo sulla seconda diapositiva della sceneggiatura che si ingrandirà e lì cominceremo a modificare gli elementi, inserendo un ideale prologo alla lezione. prezi07
  9. Cliccando su “Main Idea” e su “Click to add text” possiamo prendere confidenza con gli strumenti delle cornici che si apriranno (niente di nuovo: provare per credere).  Cliccando su “Edit text” possiamo cominciare  a scrivere. prezi08prezi09
  10. Il risultato sarà questo: prezi10
  11. Ma ammettiamo che, per rendere più vivace la slide, vogliamo aggiungere un’immagine del pittore. Come si fa? Semplice: cliccate su “Insert” e uploadate l’immagine che vi interessa, posizionandola poi sulla slide. prezi11
  12. Ecco fatto! prezi12
  13. Avrete notato, dando un occhio a “insert”, quanti oggetti si possono inserire. Bene. Impariamo ad usarli nella trasformazione delle prossime diapositive. Passiamo alla numero 3 e incastoniamo un bel video da Youtube. Cliccate su Insert —> Youtube video e inserite l’indirizzo del filmato copiato sulla barra di navigazione di Youtube.prezi13prezi14prezi15prezi16
  14. A questo punto possiamo completare il nostro percorso, inserendo quanto più ci piace e in base alle nostre esigenze. Il segreto sta tutto nel menu Insert: prezi17
  15. Il risultato globale è questo: prezi18
  16. Se, però, ne volete saggiare l’aspetto “cinematico”, non dovete fare altro che cliccare su Present.
  17. Se adesso volete provare il movimento, andate al link della presentazione che ho fin qui esemplificato. CLICCATE QUI e poi sulla freccia di destra.

Ovviamente, a schermo intero, rende di più.

Qualche ultimo appunto generico.

a) Cliccando su “Customize” si può modificare il tema della presentazione. Meglio farlo a monte per evitare agghiaccianti sorprese.

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Cliccando poi in basso al frame di destra, in corrispondenza di “Advanced”, si può lavorare ulteriormente di fino…

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b) Nel caso si volesse aggiungere un’altra diapositiva nello spazio di movimento, è sufficiente cliccare sul frame di sinistra in prossimità del riquadro in alto con il “più” e scegliere l’elemento grafico proposto. Attenzione: inserite la nuova diapo ponendo  sempre attenzione alla scansione prevista dalla viostra sceneggiatura.

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c) “Mal di mare”: ad alcuni Prezi non piace per nulla, proprio perché non sta fermo mai. I ragazzi lo amano come le montagne russe al Luna Park. Anche qui, tutto dipende dal “manovratore”: con Prezi non abbiate fretta, fate in modo di spostarvi con calma.

d) Non sono tutte rose e fiori. Un difetto: nella cornice di testo non c’è il tasto per l’inserimento dei collegamenti ipertestuali. Un vero peccato, ma ce ne faremo una ragione.

Non vi resta ora che cimentarvi nelle vostre creazioni e dare sfogo ad una fantasia controllata dal sacro fuoco della lezione perfetta. Eh, questo Prezi è terribile: genera schiere di Don Chisciotte ex cathedra come se fosse nulla. Alla prossima! (Riccardo Storti)

 

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Infografica a scuola: consigli e qualche dritta

Meglio di così… per chi si vuole avvicinare seriamente e con metodo al mondo dell’infografica; una vera manna per la didattica, se usata con la giusta accortezza. Da leggere e condividere (infatti, io l’ho condiviso subito… ).

Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

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di Andrea Patassini

L’esplosione delle infografiche nel giornalismo non è cosa recente. Già da tempo infatti chi si occupa di informazione adotta forme grafiche per riassumere e meglio rappresentare dati e contenuti da divulgare. Le infografiche sono uno strumento utile e creativo capace di sintetizzare o meglio esprimere non solo dati, ma anche concetti e pensieri. Grazie all’uso di immagini, oggetti grafici, testi e un pizzico di creatività, si possono realizzare contenuti utili e divertenti. Già da qualche tempo si parla dell’adozione di questi strumenti per la didattica ed effettivamente le caratteristiche delle infografiche possono contribuire a migliorare ancor di più i processi di apprendimento che intendiamo mettere in gioco.

Rendere visivi i concetti

Perché far uso di infografiche per la didattica? Innanzitutto c’è da considerare la natura delle infografiche: nascono e crescono in un contesto digitale. Certo, il design grafico ha origini “analogiche”, ma la grande diffusione di infografiche…

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Fare lezione con Raiscuola

frontRaiScuola non è solo l’ottimo bacino di materiali utili per la preparazione del nostro lavoro; da qualche anno la piattaforma consente anche di organizzare vere e proprie lezioni alla LIM, accedendo agli archivi Rai, ma anche utilizzando fonti esterne. Vediamo come.

  1. Registrazione: è la condizione base. Bisogna registrarsi o con un e-mail o direttamente dal vostro account Facebook.
  2. Dopo la registrazione si va nella pagina “Crea la tua lezione” e vi comparirà quanto vedete qui:

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Prima di iniziare, ci si può fare un giro (Guarda tutte le lezioni) visionando lavori preparati e condivisi da altri colleghi.

3. Abbiamo cliccato su “Crea la tua lezione”? La videata si presenta non tanto dissimile da quella di Blendspace/TES. Si predilige la presentazione a mosaico. Immaginiamo allora di preparare una lezione di Storia sul Risorgimento Italiano. Andremo quindi a riempire i campi vuoti (attenzione ai due menu a scorrimento per la materia e l’ordine scolastico).

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Ecco qui!

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4. Come creare la lezione? Elaborando il nostro percorso attraverso la ricerca di risorse. E per questo dobbiamo dare un’occhiata al frame di destra. Il box vuoto, vicino alla lente, ci indica la presenza di un motore di ricerca interno; nella colonna estrema di destra, i “contenitori” delle risorse. E c’è l’imbarazzo della scelta, visto che abbiamo a disposizione materiali da: Rai, Youtube, Wikipedia, Europeana (se non la conoscete, cliccate qui), Epub Editor (dove creare libri elettronici in rete), la Digital Public Library of America (altro labirinto di documentazione in formato elettronico) e file doc caricati direttamente su RaiScuola. Inoltre, l’ultimo “tasto” apre semplicemente un box testuale da riempire liberamente (magari per inserire una nota). Una volta trovato quello che ci interessa, dobbiamo solo agganciarlo con il mouse e trascinarlo al centro dello spazio di lavoro. Facciamo qualche esempio.

5. Vogliamo partire con passo enciclopedico? Una bella definizione di Risorgimento? Cerchiamola cliccando sul simbolino a destra della Wikipedia:

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Cliccando sulla lente, abbiamo sempre un’utile anteprima.

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A questo punto, se siamo soddisfatti, passiamo il mouse in corrispondenza dell’etichetta fino a quando non compare il simbolino con le quattro frecce, premiamo e trasciniamo l’etichetta al centro dello spazio di lavoro. Ecco come comparirà il primo step.

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6. Identico procedimento per i materiali Rai:

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O un video da Youtube:

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E così potremmo proseguire con le altre risorse offerte.

7. Se vogliamo personalizzare un po’ di più, clicchiamo nell’ultimo post o sul frame di destra (guardate dove puntano le frecce)

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Si aprirà una casella di testo, dove potremmo definire meglio un dettaglio della nostra lezione, secondo le varie esigenze richieste dal contesto formativo.

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8. Appena cliccherete su SALVA, la vostra lezione sarà pronta. Il passo successivo, sarà la pubblicazione.

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Naturalmente RaiScuola si riserva di approvare il vostro lavoro e sarete informati da un email.

9. Una volta ottenuto l’ok, la lezione apparirà così sul vostro schermo:

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Volendo la potete anche “incastonare” sul vostro blog, copiando il codice HTML, di modo da fare “girare” il vostro lavoro e da renderlo fruibile anche al di fuori della piattaforma di RaiScuola.

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Il “lesson planner” di RaiScuola è facile da usare, molto intuitivo ma mostra qualche punto debole . Intanto è l’ideale per i materiali video, ma per quanto riguarda foto o immagini, non c’è la possibilità di inserirle in qualche box, sempre che non si crei il link all’interno di una finestra testuale. Inoltre i bacini di Europeana e della DPLA consentono l’accesso a testi digitalizzati, ma la maggior parte di essi sono in lingua inglese. Detto ciò, la piattaforma merita comunque di essere annoverata tra quelle ideali per chi voglia iniziare a fare del lesson planning con metodo, senza incappare in troppi ostacoli. (Riccardo Storti)